Oggi, giorno della riapertura agli spostamenti tra regioni, il governo e una certa politica celebra il primo giorno della ‘rinascita’, il momento in cui si può veramente dire che il peggio è passato.

 

“Ora inizia una fase nuova, quella della vita che continua e di convivenza con questa maledetta bestia. Ma possiamo farcela anche questa volta. Molta più gente circolerà, proveniente anche da molti Paesi europei”, fa sapere Nicola Zingaretti, da governatore del Lazio ma anche capo politico del PD.

Intanto la sua regione ha scelto di escludere le imprese di gioco pubblico dai sostegni economici previsti per le aziende che stanno pagando le conseguenze di questa prolungata chiusura.

“Voglio dire grazie agli imprenditori che hanno tenuto per tutti noi aperta la loro azienda e i lavoratori della distribuzione alimentare, o delle banche o delle poste o degli apparati dello Stato che ci hanno permesso di andare avanti. Grazie a chi in queste settimane ha ripreso a lavorare, ad aprire il proprio negozio, la propria impresa e lo ha fatto rispettando le nuove regole garantendo maggiore sicurezza”.

Tra questi, oltre ai gestori dei luna park e dei circoli, avrebbero tanto voluto esserci le 2.000 imprese del Lazio che operano come gestori di gioco pubblico per conto dello Stato. E invece nulla.

Per il ministro Luigi Di Maio oggi il Paese riparte e si appresta a tornare alla normalità. Ma ne siamo sicuri?

Quello di cui siamo ed eravamo certi è che la sospensione delle attività confermata nell’ultimo DPCM non avrebbe lasciato possibilità di ripensamenti. Che la sospensione fino al 14 giugno ‘legittima’ la politica a non ‘predere impegni’ con il settore del gioco legale. Il non ‘impegnarsi’ del resto è una costante. Nessun impegno a risolvere i problemi, ad evidenziarie le criticità, a rendere chiaro quello che non lo è. Le imprese si sono sempre adeguate, hanno trovato le soluzioni quando sembrano non esserci, ma questa indifferenza e questo non impegno, oggi, in questa situazione pesa davvero troppo. L’industria aspetterà ancora queste due settimane, perchè in questo caso il lockdown è ancora in corso e come hanno già detto le organizzazioni sindacali, siamo ancora alla Fase 1, mentre il Paese parla di fine del tunnel. mc