Il vicepremier Luigi Di Maio attacca l’AGCOM dopo che da giorni i no-slot lo fanno oggetto di provocazioni sollecitando un suo intervento contro le linee guida dell’Autorità in materia di divieto della pubblicità al gioco d’azzardo.

Il vicepremier Di Maio bleffa, un pò come fanno i giocatori di poker, proprio quando parla di gioco d’azzardo. Il ministro dello Sviluppo Economico sceglie il social per rispondere a quanti gli hanno chiesto un intervento sull’AGCOM, l’autorità ‘colpevole’ di aver redatto le linee guida sul gioco d’azzardo in modo non soddisfacente per qualche associazione del terzo settore che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie nei confronti del Movimento Cinque Stelle vantando di essere riuscita, perfino, ad influenzare la politica del governo nei confronti  del gioco legale.

Oggi Di Maio promette di intervenire contro l’AGCOM minacciando un ricambio dei vertici già a settembre. “Invito i signori dell’Agcom a dimettersi: se a loro non sta a cuore la vita dei ragazzi e delle loro famiglie, ma evidentemente si occupano di altri interessi, è un problema loro. A me importa che in Italia ci siano persone che scommettono su sé stesse, non sul gioco d’azzardo. Tanto che a settembre cambieremo i vertici”, ha scritto. Il vicepremier non ha però spiegato che il mandato dell’Autorità Garante per le Comunicazioni è già scaduto il 26 luglio e non si spiega perchè i vertici dovrebbero dimettersi.

Peraltro il Parlamento ha già deciso di lasciare totale carta bianca alla politica per quel che riguarda il rinnovo di Agcom. Nonostante per l’Autorità non ci sia l’obbligo di una selezione via curricula, la procedura era stata adottata, in nome di una maggiore trasparenza, quando l’Autorità fu rinnovata nel 2012 nonché l’anno successivo quando Antonio Nicita fu votato commissario a seguito delle dimissioni dall’Autorità del commissario Maurizio Dècina.

Così il governo della ‘trasparenza’ , come ricordano spesso gli esponenti del Movimento Cinque Stelle, ha deciso che il prossimo presidente dell’Autorità sarà un uomo scelto dalla politica, e non per candidatura. Ma senza fretta. Al momento non ci sono i tempi per procedere alla normina, quindi tutto slitta a settembre.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si compone di 5 membri: il Presidente e 4 Commissari. Il mandato settennale è già scaduto il 26 luglio 2019. Il Presidente è nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, d’intesa con il Ministro dello sviluppo economico, previo parere favorevole delle commissioni parlamentari competenti. Il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati eleggono due Commissari ciascuno, i quali vengono nominati con decreto del Presidente della Repubblica.

Possono essere riconfermati, con voto, solo coloro che sono stati votati negli ultimi tre anni quindi nel caso specifico solo il Commissario Mario Morcellini.