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Tasse più alte su slot e videolotterie per finanziare agevolazione fiscali come incentivo all’apertura di attività commerciali, a esclusione di sale giochi e sale scommesse. E’ in estrema sintesi il contenuto di una delle misure previste dalla proposta di legge di semplificazione fiscale ‘Ruocco-Gusmeroli’.

La proposta di legge a firma di Carla Ruocco, M5S, risulta essere di grande attualità nei giorni in cui si parla molto di manovra di Bilancio e delle coperture agli interventi che verranno previsti. Presentata in Parlamento in coincidenza con la chiusura dei lavori per la pausa estiva, contiene diverse misure che, secondo le ultime dichiarazioni, potrebbero trovare attuazione proprio nella manovra. La deputata, presidente della Commissione Finanze, non ha mai nascosto la scarsa simpatia per il settore dei giochi, e nello specifico per le slot e gli apparecchi da gioco in generale, ma non abbastanza per evitare di ricorrere, ancora una volta proprio a slot e videolotterie per garantire la copertura finanziaria di una delle misure più importanti della sua proposta di legge.

Al Capo III infatti sono previste iniziative a favore dell’economia locale per favorire la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi nei comuni italiani. Si tratta di agevolazioni in favore dei soggetti esercenti le attività che procedono alla riapertura di attività nei Comuni sino a 20.000 abitanti, su tutto il territorio comunale, sia per l’ampliamento di esercizi già esistenti che per nuova apertura in locali commerciali chiusi da sei mesi. Possono richiedere le agevolazioni, anche fiscali, le iniziative finalizzate alla riapertura di locali ove si svolgono attività di artigianato, turismo, fornitura di servizi destinati al tempo libero, commercio al dettaglio, inclusa la somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, ma sono esclusi “compro oro” e “sex shop”, nonché le sale scommesse o che detengono al loro interno apparecchi di intrattenimento come slot e videolotterie in quanto non considerate attività che contribuiscono a riqualificare nuovamente vie e piazze penalizzate dalla presenza di negozi chiusi. Ancora una volta le attività di gioco legale considerate e annoverate tra gli ‘indesiderabili’, o comunque sicuramente non-qualificanti le aree urbane.

La cosa che potrebbe risultare alquanto strana è che i fondi a copertura di questi interventi, quantificati in almeno 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020-2022, sarebbero garantiti proprio da un aumento del prelievo erariale sugli apparecchi a vincita.

Non dimentichiamoci che proprio nei giorni in cui i rappresentanti del M5 presentavano questa proposta di legge, la Commissione Finanze della Camera, che la Ruocco presiede, approvava il testo del decreto Dignità, poi convertito in legge, che ha introdotto l’ennesimo aumento del Prelievo Erariale unico a partire dal 1 settembre. Come a dire che gli apparecchi da gioco sono stati ormai eletti dalla maggioranza di governo ‘pozzi senza fine’ da cui attingere soldi ogni qual volta ce ne sia necessità. Non è un caso che il vicepremier Di Maio proprio in questi giorni ha annunciato in manovra di Bilancio interventi su distribuzione delle slot e concessioni. In altre occasioni ha parlato di riduzione della presenza degli apparecchi e addirittura della loro eliminazione. La domanda è: ma come tutto questo si potrà conciliare con il ricorso alla loro tassazione come forma di finanziamento? Che non sia proprio questo il grande interrogativo del prossimo autunno. mc

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