“Gli effetti di regolazioni regionali su distribuzione e localizzazione dei giochi non possono ancora essere statisticamente rilevati”. Il Piemonte è stata la prima regione, seguirà Emilia Romagna e altre”. E’ quanto ha fatto sapere il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rispondendo in audizione in VI Commissione della Camera su possibili riduzione delle entrate erariali dalle restrizioni alle attività di gioco introdotte con le leggi regionali. “La mia opinione è che ci voglia una politica sui giochi e che deve essere fatta dal Parlamento, la situazione è complessa, il settore è ‘giovane’ e la legislazione è insoddisfacente. Lo Stato dà le concessioni, che sono onerose per i concessionari, dopodichè la situazione viene cambiata anche in maniera radicale, non dal concedente, ovvero lo Stato, ma dalle Regioni che introducono leggi proprie. Le regole dovrebbero essere uguali in tutta Italia, e questa situazione può portare conseguenze importanti. Se vogliamo ridurre il gioco, ed è una scelta politica, possiamo farlo, i modi ci sono, ma dobbiamo farlo in modo chiaro”.

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