“Si riunisca al più presto la commissione servizi sociali al Comune di Itri (LT) ed elabori un regolamento per la disciplina delle attività del gioco d’azzardo nel territorio comunale contenente misure a contrasto della ludopatia”.

E’ quanto chiedono in una mozione i consiglieri comunali d’opposizione Osvaldo Agresti, Vittoria Maggiarra e Giuseppe Cece.

L’intento è quello di ridurre ad 8 ore giornaliere l’accensione e l’utilizzo delle apparecchiature da gioco e si chiedono anche precisi limiti sulle distanze delle attività di gioco dai luoghi sensibili (come scuole, uffici, ristoranti, luoghi di culto); sgravi economici o altre forme di premiazione (pubblicità) per i commercianti che rimuovono il gioco dalla propria attività; l’istituzione del divieto di pubblicizzazione delle attività di gioco d’azzardo e lo svolgimento di valutazioni tecnico-legali per la corretta applicazione dei provvedimenti individuati.

“Molti sono o possono essere i fattori di rischio che predispongono alla ludopatia o gioco d’azzardo patologico. Familiarità per il gioco, caratteristiche della personalità, giovane età, solitudine o abbandono, stati psicologici ed emotivi precari, interazioni sfavorevoli sul fronte familiare, sociale e professionale, sono tutti fattori che aumentano la propensione ad assumere comportamenti impulsivi/compulsivi, predisponenti la dipendenza dal gioco d’azzardo. Riteniamo che il problema vada affrontato a 360 gradi e, in particolar modo, contestualizzato ed analizzato in rapporto all’ambiente sociale in cui si vive”. Per i consiglieri è necessario adottare un vero e proprio “Piano d’azione” a livello amministrativo-comunale, che sia però supportato e coadiuvato ai livelli istituzionali superiori e, soprattutto, da parte degli Enti e delle Associazioni che si occupano di prevenzione e di contrasto alle ludopatie.

“I dati parlano chiaro – dice la consigliera Vittoria Maggiarra –. Secondo quanto pubblicato dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, i bambini a rischio ludopatia sono molti più di quanto si pensi. Il 14% dei ragazzi in età adolescente scommette infatti online, il 13% addirittura gioca d’azzardo, mentre il 25% va abitualmente in centri scommesse, anche se questi sono vietati ai minori di 18 anni. Non si parla poi solo di adolescenti ma anche di veri e propri bambini in pre-adolescenza, ossessionati da video-games e da giochi online. Da uno studio condotto dal “Centro Studi Minori e Media”, il 58,5% degli studenti gioca una volta al giorno, il 20,5% due volte. Infine, è emerso che uno studente su quattro gioca da una alle tre ore al giorno a videogame di ruolo o avventura o in videogame di abilità”. E’ quindi “un dovere, soprattutto per noi amministratori locali, vicini alla Comunità cittadina, avere sempre attenzione e riguardo alla salvaguardia della salute pubblica e alla centralità della persona umana. La dipendenza da gioco è causa di disordine mentale in un processo il più delle volte inconsapevole, progressivo e pericoloso, che genera una graduale compromissione significativa dell’individuo in ambito personale, familiare, sociale, ma anche in ambito educativo e lavorativo”.

Da qui la richiesta, inoltrata “ai miei colleghi consiglieri”, di avviare un lavoro sinergico che “ci consenta di intervenire fattivamente, con opportuni strumenti regolamentari e tecnico-normativi, in modo da contenere fenomeni trasversali come quello delle ludopatie; un lavoro che, senza dubbio, potrà costituire un contributo concreto alla diffusione di una cultura della legalità e di contrasto alle dipendenze patologiche”.