Nel periodo di lockdown gli italiani hanno incrementato le scommesse online (3,8 per cento, la maggior parte con una frequenza meno che settimanale). E questo malgrado le attività di slot, bingo, sale giochi e scommesse fossero completamente bloccate.

E’ quanto rivela l’ultimo rapporto dell’ISTAT.

Il lockdown ha rappresentato una restrizione, ma anche un’opportunità e il 15 per cento della popolazione è riuscito a svolgere attività usualmente non praticate per mancanza di tempo (circa 20 per cento tra gli occupati). Di questa opportunità hanno approfittato entrambi i sessi, soprattutto nelle fasce d’età centrali e di più i residenti in quelle aree del Centro-Nord meno colpite dall’epidemia (23,6 per cento, contro il 15,3 per cento nella zona Rossa e l’8,7 per cento nel Mezzogiorno). Le attività svolte hanno riguardato prevalentemente la cura della casa come attività di manutenzione straordinaria, ma anche la pratica di hobbies (bricolage, cucina, giardi-naggio, lettura, attività fisica) che in condizioni normali sarebbero state sacrificate o rimandate. In particolare durante la Fase 1 si è dedicato ai lavori di manutenzione della casa un numero cospicuo di persone: il 41 per cento della popolazione. Vi si sono dedicati gli uomini più delle donne (49,7 per cento contro il 33 per cento delle donne) soprattutto giovani e adulti (rispettiva-mente 46 per cento e 55,5 per cento).

Non è mancato lo spirito di iniziativa; per il 7 per cento della popolazione la Fase 1 ha rap-presentato l’occasione per sperimentare nuove attività, imparare a fare qualcosa di nuovo. Questa esperienza ha riguardato soprattutto i giovani, le donne e le persone con elevato titolo di studio. Chi ha approfittato per imparare qualcosa di nuovo si è cimentato per lo più in nuove ricette culinarie, nel fare videochiamate per tenersi in contatto con i propri cari, nel migliorare le proprie competenze digitali, nel cucire mascherine.

Quasi metà della popolazione di 18 anni e più ha fatto giochi di società o di altro tipo, con un coinvolgimento soprattutto dei giovani. La quota di chi ha usato videogiochi, è pari al 37,5 per cento tra i giovani fino a 34 anni e appena il 3,9 per cento tra la popolazione ultra 64enne. Analoghe differenze si registrano per i giochi di società e i giochi via Internet con gli amici. Preoccupante risulta il ricorso alle scommesse su Internet (3,8 per cento, la maggior parte con una frequenza meno che settimanale) ed è ampio il numero di individui (circa 560 mila) che ha scommesso con una frequenza almeno settimanale

l secondo gruppo dei “molto attivi” durante il lockdown (12,5 per cento della popolazione) è composto prevalentemente da maschi (77,3 per cento), in più della metà dei casi giovani tra 18 e 34 anni, che hanno trascorso il loro tempo intrattenendosi con giochi di vario tipo: vide-ogiochi (70 per cento), giochi via Internet con gli amici (59,1 per cento), giochi con le carte (38 per cento) e giochi di società (29,3 per cento). Connessi alla Rete (86,1 per cento) per svolgere diverse attività tra cui anche la lettura di libri, quotidiani o altro (65,1 per cento contro il 42,2 per cento del totale), molti degli appartenenti al gruppo hanno utilizzato il pc per attività quali la web art o la computer grafica (34,9 per cento contro 13,8 per cento della media). Più di un terzo ha comunicato telefonicamente con gli amici e quasi la metà riferisce di averli sentiti al telefono maggiormente rispetto al periodo pre-lockdown. Tra le altre attività svolte, si sono dilettati con la musica sia suonando uno strumento musicale sia cantando anche più volte a settimana. Rispetto al periodo precedente riferiscono, tuttavia, di avere mangiato di più (27,9 per cento del gruppo contro il 21,2 per cento della media della popolazione) e anche cibi meno salutari; inoltre, più di un terzo ha fatto meno attività sportiva. Malgrado le tante attività a cui si sono de-dicati, un quarto degli appartenenti al gruppo definisce monotona o noiosa la giornata durante questo periodo.