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(Jamma) – La notizia della prossima apertura di una sala da gioco e slot ad Isola Vicentina ha creato un certo malumore tra la cittadinanza. E non sono mancate le richieste indirizzate all’amministrazione Gonzo per la modifica della normativa comunale, inserendo magari delle specifiche limitazioni orarie come fatto ad esempio nel territorio scledense.

E’ nato anche un comitato, il comitato ‘No slot Isola Vicentina’, che da giorni sta facendo di tutto per combattere l’apertura della nuova sala da gioco. Sul piede di guerra, Giovanni Novello e gli altri membri, che dichiarano: “Il problema della ludopatia sta danneggiando intere famiglie e non è il caso di essere superficiali con l’apertura di una sala da gioco – L’amministrazione comunale non sta facendo abbastanza e non si schiera con i cittadini che non vogliono assolutamente una nuova sala slot”.

Gli uffici competenti hanno verificato la rispondenza del progetto alle nuove regole comunali, alla luce delle quali l’attività ha dovuto ridimensionare notevolmente le intenzioni iniziali, con particolare riguardo alle dimensioni e alla gestione interna ed esterna degli spazi. A maggio di quest’anno infatti il consiglio comunale isolano aveva approvato una variante specifica al piano degli interventi, introducendo una serie di indicazioni tecniche per il locali destinati a sale gioco, di fatto limitando la possibilità di nuove aperture alla sola zona industriale.

«Comprendo lo scalpore e il dissenso, che faccio miei – sottolinea il sindaco Francesco Gonzo a Il Giornale di Vicenza -. La nostra attenzione sul tema rimane alta. Ma va detto che le norme deliberate dal nostro consiglio comunale sono rispettose con le norme nazionali e regionali e in linea con molti regolamenti vigenti. Costituiscono un concreto disincentivo all’apertura di nuovi locali adibiti al gioco d’azzardo lecito. Nonostante la Regione del Veneto abbia dato un grande strumento di limitazione ai Comuni, ciò continua a non bastare perché il problema della ludopatia dilaga e il primo responsabile è lo Stato che continua ad autorizzare, attraverso le questure, l’apertura di questi luoghi di consumo e distruzione della persona fragile. Sale slot, gratta-e-vinci e scommesse sono solamente illusioni il cui abuso rovina le nostre famiglie. Abbiamo imposto che i vetri non fossero oscurati – ha spiegato – che la grandezza non superasse i 100 metri quadri e che non ci fossero luci lampeggiati che fungono da attrattiva. Non c’è un limite di orario, ma il look così diverso dalle tradizionale sale slot avrà sicuramente di per sé un impatto negativo. Ma soprattutto – ha concluso il primo cittadino – dobbiamo ricordare che studi recenti hanno dimostrato che le sale da slot stanno registrando sempre meno clienti, mentre è in crescita esponenziale il fenomeno del gioco d’azzardo online».

A rincarare la dose ci pensa l’assessore al commercio Nicolas Cazzola. «La crisi economica e la disoccupazione conducono alcune persone a tentare la sorte attraverso il gioco d’azzardo, nel tentativo di risolvere le proprie problematiche finanziarie. La ludopatia è una patologia che si insidia da nord a sud coinvolgendo sia dipendenti che disoccupati. I dati sono in continua crescita e dimostrano che il fenomeno è in espansione anche sul web, a discapito delle sale slot. Le norme deliberate dai Comuni, quindi, non potranno mai avere l’efficacia invocata da più parti di eliminare l’abuso del gioco d’azzardo».

Nonostante la spiegazione però, il comitato non si dice soddisfatto. “La società dei cinesi di per sé non è ancora attiva e quindi il comune se volesse potrebbe ancora intervenire – ha sottolineato Novello su AltoVicentinoOnline –. Le attività industriali che sono nella zona temono atti vandalici da parte di gente che magari va a giocare e perde. Temono ritorsioni sulla prima cosa che capita a tiro. L’amministrazione di Isola – ha continuato – ha applicato la legge regionale con limiti leggerissimi. Riteniamo avrebbe dovuto fare di più, vista la crisi sociale che è già in atto. I cittadini sono inferociti. Stiamo facendo un percorso di valorizzazione del territorio, non si può cadere su queste cose. Per dare voce a chi è contrario, abbiamo previsto per settembre una conferenza pubblica alla quale parteciperanno Roberta Radich, presidente della Fondazione Capta, che si occupa anche di ludopatia e l’avvocato Osvaldo Asteriti, uno dei maggiori esperti italiani nel contrasto al gioco d’azzardo. Saranno loro – ha concluso – a spiegare non solo la pericolosità delle sale slot, ma daranno istruzioni alle amministrazioni su come bloccare questo pericoloso fenomeno dal punto di vista amministrativo”.

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