“La filiera ippica è decisamente complessa da comprendere. Non è possibile separare l’allevamento dalla preparazione/gestione della manifestazione sportiva. Siamo contrari a qualunque soluzione che vada in questa direzione. Siamo fermamente convinti come nella storia dell’ippica italiana e dell’Unire che l’attività agonistica sia funzionale al miglioramento costante dell’attività allevatoriale”. Lo ha detto Ubaldo La Porta, presidente dell’Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore (Anact), durante l’audizione in Commissione Agricoltura alla Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge sull’ippicoltura.

E ancora: “Quella del cavallo trottatore è un’eccellenza che va sostenuta. Questa idea di riforma unitaria ci vede estremamente favorevoli, ma può avere successo purchè si parta dalla centralità dell’allevamento del cavallo indipendentemente da quella che può essere la sua destinazione finale”.

Massimo Parri (Presidente Anac – Associazione nazionale allevatori cavalli purosangue): “Il settore che coinvolge decine di migliaia di addetti ai lavori non può che accogliere positivamente questa proposta di legge che riorganizzerebbe tutto il comparto. Il settore negli ultimi anni ha subito una fortissima contrazione, che ha portato alla chiusura di moltissime aziende. Penso che questa legge possa possa contribuire al rilancio di un comparto che ne ha davvero bisogno. Ci sono fortissime disparità in termini di aliquote Iva, in particolare tra la vendita di cavalli sportivi e quella di animali destinati all’alimentazione; in un caso parliamo del 22%, nell’altro del 10% e questo tende a favorire il sommerso. In Italia la decisione dell’ex Presidente del Consiglio Monti di trasferire la gestione di tutto il settore del trotto al Mipaaf ha portato a un definitivo affossamento del comparto che oggi, invece che incrementare le risorse delle casse dello Stato, deve essere sostenuto. L’augurio e la necessità è che qualunque riforma venga avviata venga preceduta da un confronto con le categorie del settore al fine di arrivare a un progetto condiviso che possa davvero rilanciare il comparto”.

Il presidente dell’Associazione nazionale galoppo (ANG), Isabella Bezzera: “Gli operatori del settore sono stimati tra le 40 e le 50mila unità. Il comparto purtroppo viene da un lungo periodo di crisi dovuto a vari fattori, primo fra tutti lo stop alle corse generato da più di tre mesi di lockdown. Con questa proposta di legge si presenta per la prima volta la visione del settore nel suo insieme, elemento fondamentale per il rilancio. Tutti i cavalli devono essere considerati allo stesso modo, cioè agricoli. Condividiamo integralmente il primo comma della proposta di legge. Gli equidi da vita oggi sono ingiustamente penalizzati rispetto a quelli da carne. La legge porrà finalmente rimedio a questa discriminazione inaccettabile, riducendo anche le forme di sommerso. Per le attività come scommesse, premi al traguardo e altro l’imposizione fiscale potrà essere quella specifica del settore di riferimento. La proposta di legge è assolutamente condivisibile. Riteniamo comunque indispensabile che le diverse componenti della filiera siano interpellate nella definizione della riforma del settore, anche per evitare quelli che definisco colpi di mano ferragostani, tesi a spostare l’ippica alla competenza di soggetti che nulla hanno a che fare con questo comparto, come il tentativo di passaggio del settore al Coni, osteggiato da tutta l’ippica”.