L’on. Giuseppe L’Abbate (Movimento 5 stelle) sottosegretario al Ministero delle politiche agricole con delega all’ippica interpellato dal programma Gli Inascoltabili in onda su Nsl Radio e TV rilasciato la seguente intervista in merito al momento difficile che sta vivendo il settore:

Dopo il grido di aiuto dei gestori dell’ippodromo di Merano che ha chiesto un incontro urgente per scongiurare la chiusura, al quale ha fatto seguito la lettera aperta del Gruppo Ippodromi Italiani nella quale si è prospettato il prossimo collasso delle attività per l’impossibilità di far fronte agli impegni a causa della mancata erogazione degli anticipi, pari al 40% delle sovvenzioni, promessa dal Ministro Bellanova a metà aprile durante un’audizione parlamentare. Cosa avete intenzione di fare per evitare lo stato di agitazione e la sospensione delle attività?

“Lo scenario in cui si muove l’ippica in questo momento è compromesso da anni di gestioni poco oculate e di certo poco lungimiranti. Si è passati da una gestione autonoma e pressoché indipendente da parte dell’Unire a quella del Ministero che deve necessariamente sottostare alle rigide regole della pubblica amministrazione. Ciò non ha fatto altro che creare ulteriori complicazioni per un settore entrato in una spirale depressiva. Affermare però che il Ministero non abbia avviato l’iter per la liquidazione delle somme non corrisponde al vero. E’ stato comunicata passo passo, la messa punto del percorso relativo al decreto firmato lscorso 6 Maggio dal Ministro Bellanova, la cui approvazione ha comportato l’approvazione da parte degli organi di controllo di altri 3 decreti prodromici. Ad oggi sono stati già tutti inviati agli organi competenti,  i decreti di approvazione degli accordi sostitutivi, espressione di un accorso esistente con la Corte dei Conti di accelerare i tempi di trasmissione e di approvazione degli atti conseguenti. E’ bene precisare che il Mipaaf ha già provveduto a saldare tutte le competenze dell’anno scorso in ogni caso la situazione che si prospetta per il 2020 sarà sicuramente migliore di quella del 2019,  dove i tempi di pagamento hanno dovuto subire alcune criticità derivanti dalla riforma varata dal precedente governo”.

Il Gruppo Ippodromi Italiani ha chiesto un incontro con lei a stretto giro. Pensa d’incontrare i gestori degli impianti, quando e quali sono le idee che porterà per risolvere questa crisi?

Sono sempre stato disponibile a qualsiasi tipo di confronto concreto per risolvere le tante problematiche che il settore ippico si trascina da anni. Reputo l’ascolto e il confronto due aspetti fondamentali. Ci auguriamo di riprendere al più presto e con la stessa intensità i tavoli ippici già tenuti al ministero prima della pandemia. Detto ciò se il Gruppo Ippodromi Italiani ritiene opportuno un colloquio con me io sono assolutamente disponibile. E’ importante comprendere però che il paradigma è cambiato: qui cerchiamo soluzioni per rilanciare l’ippica, cerchiamo di accantonare una buona volta quei teatrini politici a cui il settore è stato abituato negli ultimi anni e iniziamo a ragionare cecando per ogni problema una soluzione, avendo alla base una strategia ben precisa”.

Sono tanti i posti di lavoro a rischio, diretti e indiretti. Se i contratti non verranno approvati dalla corte dei conti. Le società di corse, già in crisi atavica hanno subito una nuova mazzata con l’emergenza covid, e senza questa regolarizzazione sono impossibilitate ad accedere agli aiuti messi in campo dal Governo per far fronte alla crisi economica. Cosa può fare il Ministero ?

“Dal momento della mia nomina a sottosegretario di stato e ancora prima dell’assegnazione della delega al settore all’ippica concessami dal Ministro Bellanova che ringrazio, ma che non mi permette potere di firma, ho lavorato per una vera e concreta riforma del settore. Una riforma a tutto tondo in grado di sistemare le grandi storture che nei decenni si sono venute a creare. In questa riforma rientrano sicuramente i lavoratori ippici e il loro inquadramento. Le misure messe in atto dal Governo sia per i lavoratori sia per le imprese per far fronte a questa eccezionale pandemia sono state tantissime. Il settore non può rimanerne di certo fuori perché disabituato a non rispettare determinati parametri che oggi giorno tutti gli altri settori produttivi rispettano. Lavoriamo quindi per portare l’ippica nel terzo millennio”.

L’acconto delle sovvenzioni è fondamentale per non bloccare l’attività adesso ma poi resta in piedi la questione del saldo. State già pensando a cosa fare per velocizzare la procedure per evitare un nuovo stallo a fine anno ?

“Il punto centrale della discussione è che le società di corse non potranno sempre dipendere dalle risorse del Mipaaf che negli anni sono diminuite anche molto sensibilmente. E’ importante compiere insieme ai protagonisti del settore una presa di coscienza affinché si addivenga a soluzioni che conducano a due obiettivi: la riduzione dei costi con l’ottimizzazione gestionale dell’intero apparato degli ippodromi e l’aumento dei ricavi diversi dalle sole entrate provenienti dallo Stato. E’ importante giungere anche ad una procedura amministrativa che superi la logica delle assegnazioni annuali delle risorse. Non è da minimizzare il difficile confronto avvenuto tra gli ippodromi e la pubblica amministrazione  nelle aule di tribunale sulle diverse iniziative di riforma del settore. Un confronto continuativo da parte di alcune società che ha impattato negativamente sui tempi degli atti amministrativi. Occorre uno sforzo comune per riprogettare e ridefinire le basi giuridiche del rapporto tra Ministero e società di corse con l’assunzione di principi in grado di assicurare tempi certi che consentano programmazione e attuazione d’iniziative innovative affinchè si riesca finalmente ad attirare il grande pubblico verso l’ippica”.

Ha parlato spesso di riforma dell’Ippica, a che punto siamo ?

“La pandemia non ha fermato quel percorso iniziato sin dal mio ingresso in Via XX Settembre,  stiamo lavorando a testa bassa su più fronti: scommesse, promozione, gestione del comparto, lavoratori ippici, per portare a casa quella riforma che il settore auspica da tanto tempo. Sempre promessa dalla politica ma mai portata a termine. Ai roboanti annunci preferisco i fatti. Confido che la parte sana del settore che intende riportare l’ippica italiana a fasti che merita sarà al mio fianco su questo percorso non facile ma sul quale siamo determinati a raggiungere l’obiettivo”.