L’allevamento di cavalli purosangue in Italia è ai minimi storici. E’ stato raggiunto il numero più basso di 600 nati tra Bel Paese, estero e rinazionalizzati con un livello pari alla metà di quelli del 2010. Dal 2013 ad oggi, in Italia, considerando la chiusura di numerosi allevamenti e le difficoltà che hanno colpito tutto l’indotto, nel settore dell’ippica si sono persi 25mila posti di lavoro complessivi.

Sono i numeri, drammatici, che certificano la crisi del settore ippico italiano emersi durante il convegno “Ippica, quale futuro” organizzato dal Comune di Pisa all’ippodromo del Parco di San Rossore. Una riflessione sulle opportunità di un settore in difficoltà ma che mantiene ancora potenzialità per competere a livello internazionale. Un’occasione di approfondimento che porterà alla redazione di un ‘Libro bianco dell’ippica’ dove verranno registrati tutti gli atti del convegno e sarà consegnato al futuro Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri in modo tale che prendano coscienza delle difficoltà del settore. E’ quanto si legge su agricoltura.it.

“L’allevamento del purosangue è stato una grande possibilità di sviluppo e crescita anche per l’indotto agricolo – ha spiegato il consigliere Anac, Mattia Cadrobbi –. Negli ultimi venti anni c’è stata indifferenza da parte della politica nazionale e si è poco considerato l’allevamento italiano. Si pensi che l’allevamento d’Italia ha creato negli ultimi venti anni dei cavalli importanti a livello mondiale”.

Un settore quello dell’allevamento che, nonostante la situazione attuale di grande debolezza che sta vivendo, vede ancora la passione dei giovani che si avvicinano a questa attività e che continuano ad investire.

“Ci aspettiamo che ci sia un cambio di passo verso questa indifferenza che la politica ha dimostrato verso l’allevamento – ha aggiunto ancora Cadrobbi –. Nelle ultime settimane con un piccolo cambio di passo strategico, il sottosegretario al Mipaaf Battistoni ha attivato dei meccanismi che possono dare all’allevamento di nuovo degli interlocutori politici in grado di cambiare le sorti di questo settore. Io mi auguro che per noi giovani ci sia la possibilità di allevare in Italia e di crescere in maniera continua perché al momento siamo arrivati veramente in basso. L’allevamento italiano oggi non è più in grado di esprimere soggetti che fanno la differenza all’estero ma non tanto per mancanza di passione e investimenti ma di strategia di base da parte del sistema Italia” ha concluso il consigliere.

Una crisi di settore che si inserisce in un contesto che, a livello mondiale, sta decollando soprattutto nelle nuove economie emergenti. L’Italia, che negli anni ha espresso cavalli di primo piano, rischia così di rimanere fuori dal mercato globale e di non essere più riconosciuta all’estero come competitor in grado di partecipare a quella che è la competizione internazionale.

“Oggi la politica ha il dovere di riprendere in mano questa situazione per cercare di compensarla perché il settore ippico è una risorsa importantissima e rappresenta un’eccellenza italiana, per il tipo di allevamento e di strutture che abbiamo – ha sottolineato il senatore Patrizio La Pietra, componente della Commissione agricoltura del Senato –. A questo proposito ho presentato un disegno di legge che è in questo momento in discussione in commissione agricoltura che parte da una ristrutturazione di tutto il sistema e ritorna alla costituzione di un’agenzia indipendente dell’ippica”.

“Si tratta di un’attività economica importante in una città come la nostra – ha detto il sindaco di Pisa, Michele Conti – e questo ci fa capire quanto questa grande crisi abbia determinato un impatto sulla economia cittadina. Oggi abbiamo la responsabilità di far sì che la politica nazionale si occupi del settore. Dobbiamo riorganizzare la filiera ippica, ricostruendo una struttura dedicata per far sì che il sistema possa trovare un’interlocuzione veloce per il pagamento, ad esempio, dei premi che oggi vengono pagati con forte ritardo” ha concluso il primo cittadino.