“Va eliminata la distinzione tra l’allevamento del cavallo da carne e quello da competizione, che determina una difformità di trattamento fiscale. E’ una discriminazione ingiusta”.

Lo ha detto Aimone Bisacchi (Cia) in audizione in Commissione Agricoltura alla Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante disciplina dell’ippicoltura e delega al Governo per l’adozione di disposizioni volte allo sviluppo del settore.

Sulla soppressione dell’Unire: “Con questo passaggio utte le competenze del cavallo spotivo sono passate al Mipaaf, ma il ministero non si è dimostrato all’altezza nè tecnica nè politica per risolvere le tante problematiche che affliggevano e affliggono tuttora il settore. Questa situazione ha determinato un aggravarsi nel ritardo dei pagamenti dei premi e delle provvidenze e una mancanza di programmazione degli avvenimenti agonistici, con disagio per gli allevatori nell’organizzazione della propria attività. Per questo noi abbiamo valutato positivamente la proposta di costituire un’agenzia che promuova una riforma strutturale di tutto il comparto, inclusa l’ippica, che fa parte integrale del mondo del cavallo. Anche il tentativo fatto ultimamente di portare il mondo dell’ippica nell’ambito del Coni è stato un tentativo che avrebbe prodotto un disastro all’interno del nostro mondo. Il Coni è una struttura privatistica, noi abbiamo bisogno di un referente pubblico, è l’unico modo per avere la garanzia che il nostro futuro esista”.

Sul tema Unire è intervenuto anche Ferruccio Badi (Confagricoltura): “Plaudiamo al discorso di avere un’agenzia, ma è ovvio che nel 2020 va rivisto il tutto”.

Luca Marcora (Coldiretti): “L’assenza dell’Unire è sicuramente uno dei punti che ha portato alla crisi dell’ippica, l’esperienza era irripetibile, non più sostenibile, ma un riordino anche del settore dell’ipica sarebbe opportuno, è un settore che ha dato grande soddisfazione in passato all’Italia”.