Non stanno mancando le polemiche riguardanti il nuovo calendario nazionale delle corse ippiche e gli stanziamenti pubblicato dal Mipaaf in un decreto ministeriale.

“La Circolare di programmazione emanata con Dm 9389202 del 18 dicembre 2020 ci ha lasciato davvero senza parole; increduli e sbigottiti di fronte a tanta arroganza e disprezzo per le più basilari regole del confronto leale e democratico. Una breve utile cronistoria dei fatti.
Intorno alla prima decade di ottobre ricevemmo, dai competenti uffici ministeriali, invito a presentare sollecitamente le nostre idee sulla futura programmazione delle corse al trotto.
Lo facemmo tutti, come richiesto soltanto una settimana prima, entro il 14 ottobre, rendendo peraltro pubbliche sui ‘social’ e gli organi di stampa di settore le nostre idee, condivisibili o no nel merito”. Così Anact, Organismo ippico italiano, Unione proprietari trotto, Comitato ippico allenatori guidatori in una nota.

“Fummo convocati, per un confronto comune (rivelatosi poi del tutto fasullo alla prova dei fatti) soltanto il 23 novembre scorso! In quella sede le associazioni sottoscritte, rappresentative, insieme ad altre che in queste ore hanno assunto iniziative analoghe alla nostra, della assoluta maggioranza degli operatori (allevatori, proprietari, allenatori e guidatori), ribadirono le proprie posizioni, convergendo su alcuni punti essenziali ‘di minima’, in quella sede puntualmente esposti e argomentati. Al termine della riunione, i rappresentanti del Ministero comunicarono che avrebbero inviato a tutti i presenti una nuova bozza di circolare, redatta tenendo conto di tutto quanto emerso dalla discussione, affinché ciascuno potesse offrire il proprio ulteriore, ultimo contributo. Nulla di nulla! Anzi, ci si è ridotti al 18 dicembre 2020 per avere l’alibi del ‘tempo che fugge’, soffocando il confronto e mortificando chi lavora ogni giorno, comunicando una Circolare definitiva (unitamente ad un calendario GP e giornate del primo trimestre mai discussa con nessuno), sottoposta alla firma del direttore generale da chi l’ha partorita magari su suggerimento dei pochi soliti noti, tristemente autoreferenziali, perennemente in cerca di un ruolo che nessuno gli accorda, che mai ci mettono la faccia. Chi ha voluto questo aborto, non tiene in alcun conto le nostre congiunte richieste, avanzate nelle forme e nei tempi richiesti dall’Amministrazione, di: istituzione di un Ufficio Centrale di Programmazione a struttura collegiale composto da handicapper; riduzione dell’età massima dei cavalli per la partecipazione alle corse ed esclusione dei castroni dalle corse di allevamento e, oltre i 10/12 anni, dai grandi premi, almeno di Gruppo 1; previsione di Fillies per tutti i Grandi Premi di Gruppo 1 relativi ai cavalli certamente di 3 anni, da disputare sulla distanza di 1.600 mt. e su piste da 1.000 mt; previsione che tutti i Grandi Premi e relativi Fillies per cavalli di 3 e 4 anni siano regolati da appositi Disciplinari da emanare di concerto con Anact (trattandosi di corse di allevamento di determinante rilevanza per gli allevatori); diminuzione dell’ammontare complessivo del Montepremi destinati ai Grandi Premi e comunque, almeno in via subordinata, ripartizione della parte di Montepremi destinato ai Grandi Premi in funzione dell’incremento di quelli di gruppo 3 e 2; 6; apertura alla partecipazione alle corse italiane di cavalli esteri in regime di reciprocità coi singoli Paesi Uet. Su tali punti, almeno, si registrò la convergenza di tutte le associazioni e gli enti rappresentativi sottoscritti. Nulla di tutto ciò si rinviene oggi nel decreto ministeriale citato! Invitiamo, pertanto, formalmente il direttore generale, nel quale nutriamo assoluta fiducia, a far luce sulla vicenda intervenendo prontamente presso i funzionari responsabili, a sostegno degli operatori da noi rappresentati scongiurando che si consumi l’ennesimo abuso ai nostri danni. Stanchi di subire abusi da parte di pochi che incidono sui molti, ribadiamo che l’ippica non può prescindere dal prendere in considerazione, concretamente, gli interessi delle categorie!”.

Sul tema sono intervenuti anche Giorgio Sandi (presidente Ippica Nuova), Massimo Pierini (presidente Fipt) e Luca Rocca (presidente Ptl) che hanno chiesto “un immediato intervento del Ministero sulla Circolare di Programmazione Trotto, non concordata, sbagliata e pregiudizievole per il futuro del settore. A seguito di un lungo lavoro preparatorio, iniziato il giorno 7 ottobre con la richiesta ‘urgente’ alle Associazioni riconosciute di inviare le proprie proposte per la Circolare di Programmazione 2021 entro il giorno 14 ottobre ed un confronto tra gli operatori ed il ministero solo quaranta giorni dopo (il 23 novembre), avevamo avuto rassicurazioni che ci sarebbe stata presentata nel giro di qualche giorno una bozza che riassumesse le scelte discusse e condivise per una ultima visione prima dell’ufficializzazione.
Ciò purtroppo non è avvenuto – nonostante le nostre sollecitazioni – e la Circolare di programmazione è stata resa nota ed ufficializzata con il Dm 9389202 del 18 dicembre 2020 senza più nessuna possibilità di confronto. Purtroppo il testo del provvedimento (che nelle intenzioni dovrebbe avere valenza triennale!) ci ha lasciato davvero senza parole, non tenendo in nessun conto le reali esigenze del settore e la volontà espressa dalle Categorie attraverso i propri rappresentanti ma evidentemente avendo raccolto solo i suggerimenti di pochi dediti a coltivare i propri personali interessi e di scarsa o nessuna rappresentatività. I punti di convergenza tra i rappresentanti delle Associazioni, con differenti sfumature in funzione dei ruoli ricoperti ma in sostanziale allineamento sui principi, erano queste, purtroppo non raccolte dall’estensore della Circolare: istituzione di un Ufficio Centrale di Programmazione a struttura collegiale composto dai più qualificati handicapper; riduzione dell’età massima dei cavalli per la partecipazione alle corse allineandosi a quella in vigore nella vicina Francia (10 anni per maschi e femmine) con la possibilità di arrivare ad undici (od anche dodici) anni in una fase transitoria per il 2021; per i parametri, ripristinare l’abbattimento delle somme vinte dopo il decimo anno del 10 percento; ripristinare il calendario storico dei Gran Premi (ad eccezione del Lotteria) abolendo i nuovi inutili gran premi; Previsione di Fillies per tutti i Grandi Premi di Gruppo 1 relativi ai cavalli di 3 e 4 anni, da disputare sulla distanza di 1.600 mt. e su piste da 1.000 mt; previsione che tutti i Grandi Premi (gruppo 1) e relativi Fillies per cavalli di 3 e 4 anni siano regolati da appositi Disciplinari da emanare di concerto le Associazioni rappresentative, alla luce dell’importanza degli stessi per la filiera ippica; ritornare ad una distribuzione equilibrata delle risorse disponibili (15 percento ai Gran Premi e 85 percento al montepremi ordinario); a tale scopo, ridurre i premi al traguardo dei Gp sovradimensionati adeguando le dotazioni al valore storico ed allevatoriale della corsa e riversare sul montepremi ordinario quanto risparmiato; per i Gran premi dei 3 anni inserire le somme vinte nel trimestre come parametro di pari peso a quello delle somme vinte in carriera; ripristinare il meccanismo dei numeri prima della dichiarazione dei partenti; inserire il limite dei tre cavalli iscritti da parte di un singolo allenatore (come da nuovo regolamento in Francia in vigore dalla fine di novembre 2020); aumentare la vigilanza sul fenomeno dei prestanome e sui comportamenti scorretti in corsa da parte di cavalli in rapporto di allenamento; Derby ed Oaks con batterie da disputarsi sulla stessa pista della finale; apertura alla partecipazione alle corse italiane di cavalli esteri in regime di reciprocità con i singoli Paesi Uet; ripartire il montepremi sul territorio; ripristinare le condizionate per gli anziani – adeguando i valori – utilizzando le categorie solo per le corse di E-F e G; adeguare i valori anche per le reclamare. Le dotazioni a fasce fisse rendono impossibile programmare adeguatamente per gli ippodromi con dotazioni ridotte, da rivalutare – in coerenza con i principi della programmazione di recente ufficializzati dal Ministero – la possibilità di ripristino, con i necessari adeguamenti, dei campi “uno, due e tre” sperimentati con successo nel 2019; prevedere l’abbattimento per le somme vinte nei dodici mesi precedenti per i neo 5 anni ai fini degli inserimenti nel circuito degli anziani. Purtroppo, nulla o quasi di tutto ciò si rinviene oggi nel decreto ministeriale citato, le scelte fatte unilateralmente sono da noi considerate sbagliate e dannose degli interessi del settore e pregiudizievoli del nostro futuro.
Unitamente alle altre Associazioni realmente rappresentative abbiamo pertanto richiesto formalmente al direttore generale dottor Oreste Gerini di convocare con la massima urgenza un incontro con gli operatori facendo luce sulla vicenda ed intervenendo prontamente presso i funzionari responsabili, scongiurando che si consumi l’ennesimo abuso ai nostri danni, al quale non vorremmo essere costretti a reagire con forme civili di protesta”.

Infine Antonio Somma, commissario di Snapt – Sindacato nazionale autonomo proprietari trotto, si è detto “rammarico per la decurtazione del montepremi assegnato ai vari ippodromi per le riunioni di corse ordinarie, oltre a quello già effettuato nelle corse di Gruppo. Da tale decurtazione, rispetto al 2020, si evince una forte disparità. In particolare, la regione Sicilia riceve un ‘trattamento’ altamente penalizzante con un 16 percento in meno. Lo Snapt rappresenta e tutela i diritti di tutti i proprietari ubicati su tutto il territorio nazionale, questa contrazione della dotazione sarà avvertita purtroppo da tutti gli associati, ma è altamente discriminante ed intollerabile creare dei proprietari di serie A e di serie B e di conseguenza cavalli maggiormente penalizzati, solo per una questione geografica e ciò è ovviamente inaccettabile. Questa ripartizione deve essere rivista, auspichiamo che venga equilibrata alla media nazionale, quando nei prossimi mesi la regione Sicilia tornerà in possesso dell’impianto della Favorita di Palermo”.