“Pensiamo a quante attività sono in seria difficoltà nel settore del gioco. Abbiamo colto l’allarme delle organizzazioni sindacali. C’è il rischio, segnalato da più parti, che le attività imprenditoriali vengano fagocitate dalla criminalità diventando strumento per riciclare capitali illeciti. Non passa giorno senza che sugli organi di informazione ci siano interventi delle forze dell’ordine e di Adm contro il gioco illegale”.

Lo ha detto il responsabile del Coordinamento Nazionale Problematiche del Gioco Pubblico ANCI, responsabile per le problematiche del gioco pubblico e il contrasto alle ludopatie ALI Lazio e componente dell’Osservatorio GAP Regione Lazio, Domenico Faggiani (nella foto) durante l’incontro online “In nome della legalità. Senza regole non c’è gioco sicuro – La chiusura del gioco legale come grossa opportunità per il gioco illegale” organizzato da Codere Italia.

“Per il gioco è il momento di riprendere il tema del riordino di tutta la materia. Su questa necessità credo che nessuno abbia ormai più dubbi. Non dobbiamo dimenticare che verranno a scadenza le concessioni, alcune sono già scadute e prima del rinnovo è necessario riordinare tutta la materia. Serve un codice del gioco con cui riordinare, riqualificare e ridurre l’offerta. Occorre un intervento su tutta la materia, non su un solo settore. Bisogna fare prevenzione sulla dipendenza del gioco, a cominciare dai giovani nelle scuole. Serve fare formazione per gli operatori del settore, obbligatoria e ben fatta. Bisogna utilizzare tutte le possibilità offerte dalla tecnologia, sostituendo le attuali Awp con apparecchi di nuova generazione come le Vlt, che siano in grado di fornire dati sulle tempistiche di gioco, attivare meccanismi di autoesclusione. In più di un’occasione ho evidenziato la necessità di un aumento degli stanziamenti per la cura e la prevenzione delle dipendenze prendendo i fondi direttamente dal settore del gioco stesso. Servono norme per un più efficace contrasto all’illegalità e un aumento delle sanzioni. Servirebbe anche un’armonizzazione delle norme a livello europeo. Bene il comitato per la repressione del gioco illegale tra Adm e forze dell’ordine, ma non basta, secondo me serve il coinvolgimento pieno degli enti locali. Serve destinare risorse ai Comuni. Bisogna ripartire dall’intesa raggiunta in Conferenza Unificata nel dicembre 2017. L’ideale sarebbe stato farlo con Baretta, che ne è stato promotore, spero possa comunque darci una mano. E’ chiaro che ormai occorre creare una cornice nazionale all’interno della quale vadano poi a collocarsi le leggi regionali e i regolamenti comunali” ha concluso Faggiani.