“Nel NADEF, il documento del Mef dello scorso anno è scritto in modo chiaro che serve un intervento di riordino del settore dei giochi. Trovo che non si possa non farlo se si considera che ci sono bandi di gara da rispettare. Una scadenza massima complessiva che io prevedo è quella del 2022, perché nel 2023 la legislatura scade. Non possiamo andare oltre”.

Lo ha dichiarato il Dott. Pierpaolo Baretta – Sindacalista, Politico e Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze nei Governi Conte II, Letta, Renzi e Gentiloni, nel suo intervento all’evento “Nel nome della legalità”, organizzato da Codere Italia.

“L’intesa Stato/Regioni è stato un risultato difficile da ottenere, ma da lì dobbiamo ripartire. In quale direzione andiamo? Penso che una prima cosa è una riflessione sulla qualità e quantità dell’offerta. Anche gli operatori ritengono che si debba pensare ad una rimodulazione dell’offerta, anche attraverso l’utilizzo della tecnologia. L’organizzazione architettonica deve avvenire in una dimensione di normalità, anche attraverso una organizzazione territoriale. In Italia abbiamo 4 casinò e poi molte sale giochi. In questo c’è un punto delicato che andrà affrontato: quanto del gioco deve andare nei punti generalisti e quanto in quelli specializzati.

Poi deve esserci una nuova attenzione all’online, che registra una crescita esponenziale. Non è ancora in termini di sostituzione, ma questo non toglie che debba essere attenzionato. Poi una nuova attenzione anche al problema della crescita del fenomeno della ludopatia, verso il quale anche gli operatori sono sempre più interessati. Quello degli istituti bancari e i rapporti con le imprese di settore è ad oggi un grosso problema. Si basa spesso su di un errore di valutazione. E’ molto singolare che negando il credito al settore pubblico si metta in discussione il ruolo dello Stato in questo tipo di attività.

Il settore ha poi un problema di rappresentanza, forse ci sono troppi concessionari. Se chi è preposto alla rappresentanza non è in grado di rinnovarsi, ha a che fare con qualcun altro che si propone come alternativa. Il mio invito è quello di tenere anche molto presente la questione di una riorganizzazione della rappresentanza”, conclude Baretta.