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(Jamma) – Apprendiamo che nella giornata del 3 giugno scorso il Direttore Generale Abate, alla presenza dei Dirigenti Mastromarino, Finizio e Bittini, ha incontrato (…), evidentemente da loro eletti ad essere i rappresentanti unici del settore.

La Filiera merita di essere protagonista delle scelte che la riguardano, le spetta di diritto, mentre da qualche anno a questa parte è diventata faccenda di pochissimi eletti scelti sulla base di apprezzamenti personali. Queste due persone, per quanto bene o male possano fare, sono espressione insignificante del settore. Le loro richieste, seppur in buona parte apprezzabili, mai sono state condivise con nessun operatore e con il Consiglio, nel caso in cui esista, della loro associazione.

Siamo offesi da un ministero che già si è distinto per scarsa trasparenza e per disparità di trattamento, che convoca solo due persone e ignora scientemente tutte le associazioni di categoria esistenti, riconosciute dallo stesso e regolarmente registrate come portatrici di interessi. Spetta agli ippici scegliere le loro rappresentanze, certamente non al ministero. È evidente che il Mipaaf è sempre più allo sbando e sempre più fuorilegge.

Contestiamo questo comportamento illecito e ci adopereremo con tutti gli strumenti consentiti dalla Legge, sempre che in quegli uffici sia valida la Legge italiana, dal momento che la vediamo ogni giorno infrangere. Il tema dell’incontro era la distribuzione di ben 8,5 milioni di Euro aggiuntivi che la Legge Zaia, grazie all’aumento del Preu, assegna al settore. Evidentemente la torta era troppo consistente per permettere alle altre rappresentanze del settore di partecipare al “banchetto”.

Hanno finalmente deciso, meglio tardi che mai, di ripristinare il palinsesto del lunedì delle corse italiane. Si interromperà così quel suicidio generato per un anno e mezzo da una folle decisione presa incautamente da quegli uffici. Decisione che è costata un centinaio di milioni di raccolta e che ha allontanato ancor di più gli scommettitori dall’ippica.

Spicca l’impunità di chi fa queste scelte catastrofiche, le difende contro l’evidenza di documentate proteste di buona parte del settore, e poi se le rimangia come se nulla fosse e ne esce totalmente indenne. Permettere a questi incapaci di gestire ancora il settore è un crimine che porterà a morte certa. Dove è il Ministro? Ha la capacità di controllare quello che succede nel suo ministero? È a conoscenza di come vengano ripetutamente infrante le regole?”.

Imprenditori Ippici Italiani

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