Conferma con riduzione del bonus per chi non ha slot-machine a Imola (BO); ma soprattutto una “consistente quota fissa a parziale copertura dei costi sostenuti” in relazione alle difficoltà legate all’emergenza Covid-19. Due i cardini che hanno guidato il Comune nella ripartizione dei contributi ai centri sociali imolesi e alle associazioni a loro equiparati.

Advertisement

A fronte di un importo ormai stabile da alcuni anni, vale a dire 51.910 euro (da dividere però quest’anno tra 15 realtà, una in più rispetto al 2019) è stato diviso l’85% del budget (e cioè 44.123,50 euro) in modo aritmetico tra tutti e frazionando solo il restante 15% (7.786,50 euro) tra quei centri sociali senza apparecchi da gioco.

I criteri introdotti appunto un anno fa prevedevano una quota fissa unitaria, con il 20% del budget diviso in modo aritmetico tra tutti, un 15% ripartito tra le sole realtà ‘plastic free’ e un ulteriore 20% tra chi non aveva slot. Il resto dei contributi, sempre con il vecchio sistema, erano invece distribuiti a chi aveva sostenuto più spese, condivideva le attrezzature con gli altri, garantiva ore di apertura in più e, infine, in base al numero di iscritti.

E’ quanto si legge su ilrestodelcarlino.it.