«Se si può scommettere su una partita di basket con in campo dieci minorenni allora vale tutto. Io non credo sia possibile tollerarlo. È chiaro che il governo si muoverà. Lo sta già facendo». Lo ha detto in un’intervista al Corriere della Sera – a firma Roberto De Ponti – Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport.

Scommesse dall’Asia su partite di campionati regionali giovanili in Italia, possibilità di illeciti sportivi «minori», violazioni di regole etiche sul fatto che sia vietato scommettere ai minorenni ma non sui minorenni. La Federbasket ha aperto un’indagine. «Sono stato io a comunicarlo a Petrucci. Ma capisco che Federbasket e Coni possono farci ben poco. E il governo si sta muovendo. Questo è un tema che mi è particolarmente caro. E in parte lo abbiamo affrontato anche con il decreto dignità». Però un conto è stabilire se un operatore di scommesse può sponsorizzare o meno una società sportiva. Una sponsorizzazione può aiutare a svolgere attività sportiva. Molto diverso invece è permettere a un operatore di quotare partite di tornei giovanili di basso profilo. «Ne sono consapevole. Viviamo in un mondo complicato, dove la globalizzazione sta facendo più danni della grandine. E il sistema che permette ai paesi pirata di rilasciare licenze alle agenzie di betting non aiuta. Stiamo lavorando per aderire alla Convenzione di Magglingen, che prevede una serie di normative che dovrebbero prevenire, individuare e sanzionare la manipolazione delle competizioni sportive regolamentando le scommesse. Finora hanno firmato tre Paesi, noi vorremmo essere il quarto. Poi ci sono Paesi come Malta che stanno in Europa per farsi gli affari propri e fanno lobby giocando contro. Io vorrei fare di più: vietare le scommesse relative a qualsiasi sport dilettantistico. Perché i dilettanti sono più vulnerabili. Si vuole puntare? Va benissimo, ma sugli sport professionistici, per ovvi motivi. Ieri abbiamo avuto una riunione tecnica con i nostri omologhi danesi per vedere che percorso seguire. Sono in contatto continuo con il direttore dell’Agenzia dei Monopoli, Benedetto Mineo; ho un collaboratore, Michele Sciscioli, che si occupa a tempo pieno di questo problema. Sono convinto che otterremo un risultato. Certo il percorso è duro». L’intento è quello di «bloccare in primis i banditi che operano nel settore. È un messaggio chiaro che va mandato ai soliti noti che gestiscono il betting».

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