Mentre era in pieno svolgimento la seduta del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, l’ultima prima delle elezioni, uno degli operatori del gioco legale, ‘reduce’ da una manifestazione che si era svolta in mattinata, ha rivolto un ‘vaff…’ ad un consigliere dei Cinque Stelle.

Che la situazione potesse degenerare un pò ce lo immaginavamo. La manifestazione degli operatori del gioco legale che si è svolta nel corso della mattinata per chiedere un correttivo alla norma che porterà alla chiusura di centinaia di esercizi seguiva di poche ore l’ennesimo incontro (senza esito) con i rappresentanti della Regione per valutare l’ipotesi di un emendamento al provvedimento. Anzi, come se non bastasse era stato chiarito, senza mezzi termini, che non c’erano più i tempi per intervenire visto l’approssimarsi della fine legislatura e visto che la scadenza prevista per le attività in essere è quella del 31 dicembre prossimo, proprio felici , dopo l’incontro, non potevano essere.

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La mattina successiva il presidente della Regione Bonaccini sembrano davvero proprio propenso a perdere tempo con i manifestanti. Troppi impegni e la testa già in campagna elettorale. E poi qualcuno dei consiglieri, deciso a non retrocedere nemmeno un pò dalle sue posizioni anti-gioco, tanto da ribadirlo in Aula. Andrea Bertani, Movimento Cinque Stelle, riconosce che un problema di posti di lavoro a rischio c’è. Se chiudono le attività, a partire da sale giochi e sale scommesse, gli imprenditori licenziano. E l’applicazione delle distanze minime dai luoghi sensibili con effetto reatroattivo, ovvero anche per le attività già aperte, porterà , inevitabilmente a molte chiusure.

Succede che fuori dall’Aula, un gruppetto di presenti, cerca di parlare con Bertani. Lui si nega e scatta il ‘vaffa’ oltre a qualche altra frase non propriamene ben augurante.

Bertani si risente. Parla di aggressione precisando di non essere stato l’unico a votare la legge regionale, ma che lo hanno fatto anche Forza Italia e Lega.

Del resto non è la prima volta che esponenti dei Cinque Stelle si beccano un vaffanculo, è successo anche a Grillo, come dire: mal comune, mezzo gaudio. E allora se davvero non vuole gioirne provi a pensare, Bertani, a come l’hanno presa tutti quegli imprenditori (e lasci stare la storia delle lobby che davvero non ne possiamo più) che dopo aver investito soldi e lavoro oggi dovrebbero rivolgersi a qualcuno, in Regione, che lo aiuti a racimolare qualcosa che potrebbe assomigliare al reddito di cittadinanza.

Non vorremmo mai che la storia dell’aggressione, per altro filmata, possa servire solo a caratterizzare un’immagine negativa di quegli operatori (anche lavoratori, nonostante Bertani dica di non averne visti) che altri colleghi del Movimento hanno già disegnato come corruttori e corrotti oltre che affiliati alla criminalità.

Un vaffa non è cattiveria, come i grillini ci hanno insegnato oltre 10 anni fa, ma solo una provocazione. E dal Consiglio regionale, di provocazioni contro il gioco legale ne sono arrivate moltissime.

Oggi sulle pagine social del Movimento si difende Bertani ricordano che il consigliere “a tutti i tavoli” con le delegazioni (supponiamo degli operatori) il consigliere c’è sempre stato. “La legge è stata approvata all’unanimità da tutta l’Assemblea Legislativa. “Non capiamo il perché attribuire ad Andrea Bertani tutto il merito (forse qualcuno vi ha male informato?)”.

Informati o no Bertani oggi replica così: “L’applicazione della legge ha delle conseguenze sui lavoratori. Questo è indubbio e su questo bisogna dare sostegno alla riconversione con gli strumenti che ci sono e vanno attivati. Non bisogna dimenticare però che l’offerta pervasiva e continua di azzardo ha lasciato in mezzo alla strada tante persone e famiglie. La legge regionale interviene su questo. Quei lavoratori vanno ascoltati, come ho già fatto, non fomentati, come hanno fatto altri“.

Il problema è che la legge regionale non interviene sulle conseguenze dell’azzardo. E questo vale per il distanziometro così come per i limiti orari. Chi lo sosteniene eè male o poco informato.

Del resto che le idee sul gioco, all’interno del Movimento Cinque Stelle, siano abbastanza confuse lo dimostrano i testi della Manovra di Bilancio. Si parla di gara per la concessione di slot, sale giochi, scommesse, di incremento della tassazione, di redemption come giochi d’azzardo. Di miliardi da incassare a titolo di mposte e disoldi da sanzioni. Pardon, è vero le istalleranno tutte fuori dai confini dell’Emilia Romagna dove, isola felice almeno lì, chi perde il lavoro trova amortizzatori sociali e aiuto. Magari direttamente dalle mani della Fata Turchina…

Il vaffa, come ai tempi del primo- Grillo, infondo funge da coagulante dei malumori e certi vaffanculo, come diceva Venditti, a volte fanno dei giri immensi e poi ritornano. Come in questo caso. mc