In queste ore Attilio Simeone, coordinatore del cartello “Insieme contro l’azzardo”, costituito all’interno della Consulta nazionale antiusura, ha redatto una sorta di question time pubblico nel quale chiede, sostanzialmente se il Governo, che nel Contratto di governo ha parlato di riduzione dell’offerta di gioco d’azzardo, è convinto di rinunciare alle entrate erariali dal gioco.

Tra le domande, idealmente rivolte, crediamo, al sottosegretario all’Economia con delega ai giochi Villarosa le seguenti:

A che punto sono i lavori sulla normativa di riordino della materia così come deciso nel decreto dignità? Il Governo dica con chiarezza se in termini di bilancio pubblico intende continuare a fare affidamento sulle entrate fiscali derivanti dal gioco pubblico d’azzardo.

Alla prima domanda è facile rispondere: nulla di fatto. Sono anni ormai che si parla di un riordino. La proposta a firma Baretta si è dispersa in Conferenza Stato Regioni. Dal Movimento Cinque Stelle, a cui sembrava essere stato affidato il punto inserito nel Contratto di Governo, non ha partorito proposte concrete, limitandosi a prorogare, in via onerosa, le concessioni che sono oggetto di bando di gara. Circa la possibilità che il Governo rinunci alle entrate dal gioco pubblico, neanche a pensarci. Anzi. Secondo le prime indiscrezioni tra gli interventi della Manovra monstre per l’anno 2020 ci potrebbero essere nuovi incrementi al preleivo erariale sulla raccolta di gioco. Obiettivamente l’idea che ai circa 30 miliardi che, ad occhio e croce, serviranno per la legge di Bilancio il governo pensi di aggiungercene almeno altri 10 dalle mancate entrate dal gioco…ci pare piuttosto improbabile.

Quanto poi alla possibilità che il governo giallo verde (limitatamente alla sua durata) favorisca il mercato del gioco legale (come ipotizzata dal portavoce del cartello sopracitato) niente paura. Sappiamo già che se le entrate eraiali non potranno essere garantite da una maggiore offerta o volume di giocate, come già accaduto, si ricorrerà ad un aumento delle sanzioni.

 

 

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