“C’è l’idea che il settore dei giochi abbia a che fare con qualcosa di socialmente negativo. Il settore dei giochi pubblici legale esiste a partire dagli anni ’90 ed è frutto di un grande processo di legalizzazione. Ci abbiamo ripensato? Allora diciamocelo chiaramente. Eppure pare si voglia andare avanti mantenendo vivo il profilo robusto della regolamentazione, che è l’unico elemento che garantisce la legalità”.

Lo ha detto Giuliano Frosini, Senior Vice President di Lottomatica Holding, intervenendo alla tavola rotonda “Il gioco buono: un alleato contro l’illegalità”. L’iniziativa è stata organizzata da Formiche in collaborazione con SWG. Prendendo spunto dalla presentazione del progetto di ricerca SWG “Da Grandi si Gioca” che ha indagato il rapporto tra gli adulti italiani e il gioco, l’incontro ha fornito un’occasione di confronto sul tema del buon gioco e sulle sue implicazioni per la tutela del giocatore e per il contrasto al gioco illegale.

“Le leggi regionali e comunali per loro natura finiscono per intaccare le scelte statali, non arginano le problematiche che insorgono. Questa situazione determina instabilità regolatoria e incertezza degli investimenti da parte delle aziende. Per questo abbiamo pensato di realizzare questo lavoro, per provare a dare la nostra idea di come stanno le cose. La responsabilità di questa situazione secondo noi è della politica. Da tempo ci rivolgiamo alle istituzioni per avere chiarezza. Puntiamo alla riforma del gioco pubblico, serve un riordino e una riforma del modello distributivo. In tutti i settori regolati si è deciso di frapporre delle regole per realizzare e risolvere una serie di questioni problematiche, nel gioco questa cosa non sta funzionando. Dobbiamo trovare un modo per rivalorizzare i poteri dello Stato, può anche essere giusta una forma di compartecipazione al gettito da parte degli enti locali, in modo da trasformare queste imposte in una sorta di super Imu. Questo potrebbe dare un po’ di responsabilità agli enti locali nelle proprie azioni”.