“Il tema del gioco non può vivere sull’idea che sia una novità, una emergenza, una occasione nuova che si subisce. È un asset economico finanziario importante e tale va considerato. C’è una industria che ha come oggetto una attività delicata, che interessa fasce di popolazione diverse, quelle più deboli vanno tutelate. E non si possono negare le richieste che vengono dal comparto. La chiarezza è il primo elemento che va garantito, la politica ha difficoltà nel contemperare le richieste che vengono dal territorio, con quelle di chi, in maniera seria, lavora in questo settore. Così chi opera non sa come agire, quali e come fare investimenti. Dobbiamo capire come bilanciare chi può offrire un servizio di gioco e qui esige tutele forti, che spesso sfociano in forme di isterismo. Serve una politica che sia in grado di decidere”, così Marco Osnato, Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, intervenendo al seminario pubblico organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e promoso da IGT dal titolo Le sfide del gaming in Italia tra sostenibilità e innovazione” .

“Altro tema è quello della stabilità, e la questione delle gare dimostra che non c’è stabilità. Il Viceministro alle Finanze Maurizio Leo si è impegnato affinché le gare per le concessioni possano dare certezze di carattere fiscale e di regolamentazione. È importante che ci siano capitolati importanti sulle modalità, ma la certezza è d’obbligo. Gli investimenti tecnologici sono indispensabili, le imprese si impegnano in questo senso, ma non è possibile trascurare la questione della sostenibilità. Il tema dell’online è per certi versi un tema nuovo, su cui c’è molto da fare. Devo dire che era abbastanza ovvio che in emergenza Covid, con la chiusura delle attività terrestri, esplodesse il mercato illegale online. Credo oggi sia chiaro che più si creano difficoltà al gioco legale, più cresce quello illegale”.

“Il decreto Dignità – ha detto il presidente Osnato riferendosi al divieto di pubblicità al gioco d’azzardo – è l’esempio più chiaro di come certa politica possa fare danni, solo per sventolare una bandiera. Chi ha investito nelle concessioni ha il diritto di lavorare nella serenità. Come governo ci impegneremo perché questo sia possibile”.

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