“Il gioco illegale è una attività utilizzata per finanziare attività illecite. L’ADM molto ha fatto nell’ultimo triennio ha attivato molti interventi per contrastarlo. L’emergenza Covid ha delineato in maniera forte le caratteristiche di questo fenomeno, del resto lo spostamento verso la digitalizzazione ha caratterizzato tutta l’economia e quindi il mercato del gioco. L’Italia, pur avendo una regolamentazione obsoleta, considerando le questioni lo Stato ha affrontato in maniera regolatoria il gioco pubblico posizionandosi tra i paesi più avanzati in questo senso”, ha detto Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel corso del seminario Le sfide del gaming in Italia tra sostenibilità e innovazione” organizzato da I-Com e supportato da IGT.

“La fiscalità è ritenuta uno strumento utile per favorire uno sviluppo sostenibile del settore del gioco pubblico in Italia. Questo è senz’altro vero, lo dimostrano i dati del Libro Blu sui dati dell’ADM. Credo che sia importante, se non necessario insistere sulla stesura di un Testo Unico che regoli il settore di giochi”.

“La principale prospettiva di innovazione è senz’altro quella dell’i-games e degli e-sport. I premi milionari in queste competizioni sono temi e questioni da affrontare. Bisogna guardare con un minimo di modernità a cosa sta succedendo. Non è vero che ciò che circolare in rete non sia regolabile a livello nazionale”, ha detto Minenna.

“L’autorità di vigilanza rappresenta a mio avviso un modello che funziona- ha precisato Minenna a proposito di eventuali sostegni all’innovazione-. Ci sono competenze specializzate e l’autorità che ha le deleghe potrebbe procedere con una regolamentazione puntale. Nel nostro piccolo abbiamo avviato un confronto con il l’industria del gioco. Questo dà flessibilità alla regolazione e forse così potremmo arrivare alle gare per l’assegnazione delle concessioni. Serve un passaggio logico, contenuto magari nel Teso Unico. Il mercato del gaming è un mercato che segue le evoluzioni, non molto diverso da quello del trading, perché non pensare di mutuare parte degli interventi pensati per questo”.

“Gli interventi prioritari, a mio avviso sono: un albo del gioco pubblico come albo di vigilanza. Sul gioco a distanza penso a sistemi che non spostino verso mercati off-shore. Poi la questione del gioco ai minori e l’accesso alle offerte estere. Soluzioni di vigilanza sono mai quanto necessarie, il rischio è che non vengano mai attuati se non sono mai delegati all’autorità di settore. Penso a un modello di governance che può essere rinnovato. Speriamo in temi e modi per poter procedere in questo senso”, ha concluso.

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