Il consigliere comunale di Guidonia Montecelio, Claudio Caruso, interviene in merito al ricorso presentato da aziende che gestiscono apparecchi da intrattenimento contro l’ordinanza che impone limitazioni orari al funzionamento degli apparecchi.

“La decisione di proporre appello al Consiglio di Stato si giustifica per l’esistenza di numerose precedenti decisioni favorevoli da parte dei giudici amministrativi, e politicamente persegue lo scopo di salvaguardare il territorio Comunale e la salute della sua popolazione residente, che l’amministrazione ha l’obbligo di proteggere anche ove tali interessi si contrappongano a quelli economici dei grandi distributori delle macchine slot”, spiega Caruso.”Da un punto di vista strettamente giuridico, la motivazione per la quale il TAR ha annullato la nostra ordinanza è soltanto quella del mancato rispetto di quanto stabilito nell’intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata tra Governo, Regioni ed Enti Locali, secondo cui l’orario massimo di chiusura giornaliera sarebbe pari a sei ore” aggiunge Caruso ripercorrendo le fasi del ricorso. “Tuttavia, secondo la legge, tale intesa avrebbe dovuto essere recepita con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti.
Proprio il fatto che tale decreto non sia stato mai adottato, e che quindi l’intesa non abbia assunto forza normativa, ha comportato che lo stesso TAR del Lazio in numerose altre sentenze (almeno quattro), nonché altri TAR (tra cui quelli di Veneto e Campania), abbiano affermato che il mancato rispetto dell’intesa non può determinare l’invalidità delle ordinanze comunali sugli orari di apertura delle sale slot.
E’ del resto paradossale che venga invocata l’applicazione della sola previsione dell’Intesa che riguarda gli orari, quando invece tutte le altre e ben più importanti, che contengono tra l’altro limitazioni numeriche agli esercizi abilitati sul territorio nonché modifiche ai sistemi di funzionamento degli apparecchi per salvaguardare la salute dei giocatori, non sono mai state rispettate, senza che nessuno se ne sia lamentato”.

A maggio alcuni gestori del settore avevano vinto il ricorso a Guidonia Montecelio (RM) contro l’ordinanza sindacale che disciplinava gli orari di funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art. 110, comma 6, del TULPS, installati nelle sale gioco e nelle altre tipologie di esercizi, autorizzati ex artt. 86 e 88 del TULPS, con uno stop di 16 ore al giorno.

“Nel mese di dicembre il Comune ha presentato una richiesta di sospensiva al Consiglio di Stato, ma il 30 gennaio di fatto ha poi rinunciato implicitamente a discutere la cautelare chiedendo l’abbinamento nel merito. Il Consiglio di Stato ha rinviato tutto al 4 giugno per la discussione nel merito, quindi fino a quella data tutto rimarrà immutato” ha spiegato a Jamma l’avvocato Francesco Buonomini, che sta seguendo la causa con l’avvocato Alessandra Bianco, al’indomani della decisione del Consiglio di Stato dopo l’udienza del 21 gennaio scorso.

“Noi ovviamente non ci siamo opposti perchè ci viene garantito il termine per difenderci nel merito – ha aggiunto -. Il 4 giugno è inoltre una data interessante perchè lo stesso giorno verranno discussi anche gli appelli presentati contro le sentenze con cui il Tar Lazio aveva rigettato i ricorsi di alcuni esercenti contro l’ordinanza giochi del sindaco di Roma, Virginia Raggi”.