Green Pass rafforzato nei luoghi di intrattenimento, tra cui non si escludono sale slot, scommesse e bingo. Questa una delle ipotesi su cui sta lavorando il Governo come misura di contrasto alla pandemia che è ora alla quarta ondata. Se si dovesse fare riferimento alla classificazione in base all’indice di rischio potrebbero significare l’esclusione dei non vaccinati da sale giochi, scommesse e sale bingo.

Un doppio Green pass con il lockdown per i No vax nelle regioni in cui i dati epidemiologici peggiorano. Con la facoltà di far scattare le restrizioni per chi non è vaccinato in zona gialla, arancione o rossa. Limitazioni che riguarderanno la vita sociale ma non il lavoro. Questo è lo schema di decreto a cui lavora il governo Draghi, che potrebbe vararlo già la prossima settimana. I dettagli saranno discussi nella riunione con le Regioni in programma lunedì. Mentre giovedì potrebbe essere il giorno giusto per la convocazione della Cabina di Regia.

Ipotesi su cui concorda anche il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunettta che in una intervista al Corriere della Sera dichiara:

“Imponendo il green pass a tutto il mondo del lavoro abbiamo fatto la più grande strategia di politica economica. Ma il governo segue con estrema attenzione quel che accade in Italia e fuori e ascolta il grido di dolore di molte regioni – spiega Brunetta. Il presidente Fedriga, vista la situazione in Austria e Germania, chiede se non sia il caso di potenziare il green pass. Non si tratta di cambiare strategia, ma di rafforzarla per non dover richiudere. Obbligo vaccinale? La decisione non mi sembra questa, con uno zoccolo duro di irriducibili del 10% l’obbligo non risolve nulla. Che fai, gli applichi il trattamento sanitario obbligatorio? La strada è un super green pass responsabile e condiviso, per non far pagare a tutti l’egoismo di alcuni. Se ci saranno cambi di colore perché devono pagare tutti gli italiani vaccinati, per colpa dello zoccolo duro dei no vax, estrema minoranza, sempre più invisa? Se gli indicatori ospedalieri dovessero peggiorare, penso sia il caso di rafforzare il green pass escludendo i non vaccinati da alcune attività sociali – prosegue. Ristoranti, stadi, piste da sci, teatri, cinema, discoteche. Perché far pagare a tutto il mondo del terziario urbano, della cultura, dello sport e del tempo libero con restrizioni che rischiano di ripiombarci in lockdown parziali? Vorrebbe dire costi di impresa, ristori, deficit, crisi, nuovo crollo dei consumi” conclude.

E’ credibile che nel stilare la tipologia di attività da includere nelle nuove restrizioni si tenga contato dell’indice di rischio indicato dalla classificazione risalente al giugno 2020 da una commissione di esperti secondo la quale sale giochi e luoghi da intrattenimento sarebbero tra quelle con indice più alto. Classificazione fortemente contestata da rappresentanti della categoria e dalle associazioni degli esercenti, così come da alcune rappresentanze sindacali, ma senza risultato alcuno.