Nel corso delle ultime settimane, in tutta Italia si sono verificate varie proteste nei confronti del Green Pass. Parlando con i giornalisti, Luciana Lamorgese, la ministra dell’Interno, ha dichiarato che “il rispetto delle regole è importante” e non ha escluso “controlli a campione nei locali insieme alla polizia amministrativa”.

Tuttavia ha anche ribadito che saranno i titolari a dover provvedere, anche se “non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti. Non si può pensare che l’attività di controllo venga svolta dalle forze di polizia. Significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario, che è garantire la sicurezza. Al riguardo è in via di preparazione una circolare”.

Lamorgese ha ribadito il concetto durante un’intervista a La Stampa. La ministra ha dichiarato che andare al ristorante con il Green Pass “è come andare al cinema e mostrare il biglietto”. Gli esercenti “non sono tenuti a chiedere la carta d’identità e faremo una circolare come Viminale per spiegare che non sono tenuti a farlo. Nessuno pretende che gli esercenti chiedano i documenti, i ristoratori non devono fare i poliziotti. In queste ultime manifestazioni non abbiamo segnali evidenti di infiltrazioni, clamorose violenze a oggi non ci sono state”, ha aggiunto Lamorgese, parlando del rischio di infiltrazioni di violenti nelle manifestazioni contro il Green Pass.

A Torino, nel corso del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, Lamorgese ha dichiarato che “da quando è iniziata la pandemia abbiamo fatto 50 milioni di controlli. L’impegno è stato tanto. Ora siamo in una fase successiva”. La ministra dell’Interno ha sintetizzato le attività svolte dalle forze di polizia nel corso della pandemia.

Sul tema è intervenuto un esercente, che ci ha contattato per rispondere alla Lamorgese: “Noi non dobbiamo controllare i documenti associati al Green pass? Allora vorrei capire quanto segue: se una persona entra nel mio locale e verifico che la carta verde è ok come faccio a sapere se questa corrisponde alla persona in questione e non appartiene ad un altro soggetto più o meno coetaneo? Il problema è che nel momento in cui dovesse scattare un controllo da parte delle forze dell’ordine, che verificheranno ovviamente il documento del soggetto, questi onde evitare di incappare in una doppia sanzione (una per non avere il Green pass e una per averne esibito uno di altra persona) potrebbe dire di non avere il certificato e di essere quindi entrato senza autorizzazione. A quel punto cosa succede? A chi fanno le multe? Le forze dell’ordine come possono dimostrare che la persona in questione mi ha fatto o meno vedere il Green pass? A chi credono? E se il cliente lo mostra ma non è suo di certo non possono fare una multa a me se non posso controllare i documenti”.