Non è bastato il primo Consiglio dei ministri dell’era Draghi per sciogliere il nodo sui sottosegretari. Il nuovo traguardo è fissato per mercoledì, anche se i più pessimisti non escludono che si possa arrivare anche alla fine della settimana. Il problema è rappresentato soprattutto dalle deleghe. Draghi avrebbe chiesto ai partiti i nomi, ma le preferenze si sarebbero concentrate tutte sui ministeri di peso: dal Mef, al Mise, passando per il Lavoro, il Mit e il superministero Green.

In quota FI tra i senatori potrebbero esserci Pichetto Fratin all’Economia, Stefania Craxi o Valentino Valentini agli Esteri, Francesco Paolo Sisto alla Giustizia, Francesco Battistoni all’Agricoltura, Maria Rizzotti alla Salute, Alessandra Gallone alla Transizione ecologica e Paolo Barelli allo Sport. In lizza anche Giorgio Mulè e Adriano Paroli, mentre per l’Udc sarebbe in pole Antonio Saccone. Due figure, quelle di Pichetto Fratin e Mulè, che sarebbero decisamente gradite al settore del gioco legale, per il quale i due si sono sempre battuti senza remore.

Il M5S punta a riconfermare Laura Castelli a via XX settembre, Angelo Tofalo alla Difesa, Pierpaolo Sileri alla Salute e, comunque in squadra, Stefano Buffagni e Giancarlo Cancelleri. I nomi dati in ingresso sono quelli di Francesca Businarolo, Agostino Santillo, Luigi Gallo, Gilda Sportiello e Luca Carabetta.

Per il Pd – si legge su lapresse.it – dovrebbero essere riconfermati Andrea Martella all’Editoria, Antonio Misiani al Mef e Matteo Mauri al Viminale, mentre Enzo Amendola dovrebbe avere la delega agli Affari europei. Le altre quattro caselle, anche se Draghi avrebbe chiesto un 60% rosa, vedrebbero in lizza le viceministre e sottosegretarie uscenti Marina Sereni (Esteri), Lorenza Bonaccorsi (Cultura), Anna Ascani (Istruzione), Simona Malpezzi (Rapporti con il Parlamento) e le possibili new entry Susanna Cenni (Agricoltura), Marianna Madia (Innovazione) e Valeria Valente (Pari opportunità).

In pressing per ottenere nove ‘poltrone’ (una in più del Pd) il Carroccio, che punta a presidiare il Viminale con Stefano Candiani e il ministero del Lavoro con Claudio Durigon. Alla Cultura dovrebbe andare Lucia Borgonzoni e Raffaele Volpi alla Difesa, mentre gli altri nomi ‘quotati’ restano quelli di Massimo Bitonci, Massimiliano Romeo, Edoardo Rixi, Vania Gava e Giuseppina Castiello.

Punta a un viceministro e un sottosegretario, “nel rispetto sia del genere che della provenienza geografica che del bicameralismo Camera Senato”, Matteo Renzi. Tra i nomi possibili ci sono quelli di Daniela Sbrollini per lo Sport, Davide Faraone al Mit o Francesco Scoma all’Agricoltura in rappresentanza del Sud, Lucia Annibali alla Giustizia. Cecilia Guerra è il nome di Leu per il Mef.