“Con l’arrivo del vaccino vediamo una via d’uscita, ma purtroppo la crisi non è ancora finita. E la ripartenza è il momento più delicato, perché dobbiamo sostenere, ancora di più, le imprese, fuori da un’ottica di emergenza, con strumenti che le possano accompagnare verso quella necessaria riorganizzazione che consenta loro una rapida ripresa”.
Sono parole del viceministro Laura Castelli .
Per l’esponente di governo si tratta di evitare “quelle chiusure a catena che, invece, potrebbero innescarsi se non si intervenisse in modo tempestivo”.
“La strada su cui proseguire è chiara, passa per il rifinanziamento di misure importanti, che abbiamo già messo in campo, come il contratto di espansione o quelle per la liquidità, ma non può prescindere da un pacchetto “Salva Imprese”. Norme che intervengano, anche attraverso l’ampliamento delle possibilità di accesso ai “piani di risanamento” e alle “procedure concorsuali”, per favorire il risanamento delle imprese e la tutela del creditore. O ancora, da una riforma complessiva del Fisco, che semplifichi il rapporto tra lo Stato, i cittadini e le imprese, e porti ad un abbassamento della pressione fiscale, proseguendo su quella strada che già abbiamo intrapreso.
Far ripartire il lavoro, e le imprese, vuol dire far ripartire il Paese”.
“Per questo il 2021 sarà un anno dedicato, in larga parte, alle imprese, al lavoro e agli autonomi.Deve essere l’anno della rinascita, per un tessuto produttivo che, in larga parte è fatto proprio di piccola e media impresa, e che, grazie al nostro artigianato e al Made in Italy, ha fatto grande il nostro Paese”.
Un nuovo Ristori
Il 7 gennaio l’Italia ritornerà alle suddivisioni regionali in base al colore e per il 15 gennaio dovrà essere pronto il nuovo Dpcm che scioglierà l’incognita sulla riapertura di attività come sale giochi, scommesse e Bingo, oltre che il riavvio della raccolta di gioco pubblico come le slot nei pubblici esercizi.
Se alcune chiusure, come sembrerebbe al momento, dovessero protrarsi, alla platea già esistente si potrebbero aggiungere altre attività che chiederebbero di rientrare nei ristori del governo, con le associazioni di categoria pronte a dare battaglia per aver subito forti cali dei ricavi a causa della pandemia. Tra queste anche le associazioni in rappresentanza delle imprese del gioco che proprio in questi giorni hanno chiesto di essere ascolatate dal governo. Un incontro che non ha risposto alle aspettative, nel corso del quale è emerso in maniera forte più il mancato introito all’erario dal comparto (anche il relazione alle misure introdotte negli ultimi tempi come il rinnovo delle concessioni) più che le indubbie difficoltà di migliaia di imprese da circa sei mesi costrette allo stop totale.