Il consigliere comunale della Lega a Gorizia, Andrea Tomasella, è intervenuto in merito ad un approfondimento sul gioco d’azzardo apparso sul Messaggero Veneto.

“Nel mio piccolo, parlo di Gorizia in qualità di consigliere comunale, se dovessi immaginare il futuro della città dove vivo, invece che sulle macchinette, investirei su altro: artigianato, agricoltura, commercio, piccole e medie imprese e turismo, solo per fare degli esempi. Magari avviando un percorso di riconversione assieme agli esercenti che volessero togliere gli apparecchi per il gioco lecito dalle loro attività, in modo da ridare spazio e “ossigeno” all’economia reale, oltreché supportando l’organizzazione di incontri pubblici per sensibilizzare la collettività sulla prevenzione e il contrasto all’azzardopatia.

Inoltre, fondamentale sarebbe una sempre più sinergica collaborazione con le forze dell’ordine, al fine di attuare controlli serrati per verificare eventuali irregolarità e perseguire azioni di repressione del gioco illegale.

Che dire: magari sul breve periodo slot machine e vlt potrebbero anche essere la panacea per i mali di pochi, in verità sono solo una tassa sulla speranza dei tanti che, troppo spesso, non hanno più alcuna speranza”.

Sull’articolo si legge: “In tante realtà piccole o emarginate le macchinette nel bar rappresentano l’unica fonte di sostentamento per gli esercenti, anche se in tanti comuni sono presenti delle limitazioni. Senza azzardo i baristi chiuderebbero seduta stante. Il Dipartimento di Scienze Economiche e statistiche dell’Università di Udine ha analizzato in dettaglio la portata economica del gioco: ogni esercente ha un ricavo medio tra i 4.800 e i 7.000 euro l’anno per ogni slot”.