Il rapporto, prodotto da DIS (Intelligence System for the Security of the Republic), Aise (External Intelligence and Security Agency) e Aisi (Internal Intelligence and Security Agency) per il Parlamento italiano fornisce un esame approfondito dei pericoli rappresentati dalla criminalità organizzata, terrorismo jihadista, immigrazione clandestina, estremisti e sovversivi olre che sui settore a rischio infiltrazioni, con il quadro completo delle minacce all’economia nazionale, comprese le crisi regionali.

“I tratti distintivi della criminalità organizzata, così come ribaditi dalle acquisizioni intelligence, nonché dalle risultanze investigative e giudiziarie, valgono da sé a provare l’interesse a trarre profitto dall’impatto dell’emergenza pandemica e, segnatamente, a condizionare gli operatori economici in difficoltà e a tentare di intercettare i finanziamenti, nazionali ed europei, connessi ai piani di rilancio.

Al netto delle implicazioni della crisi sanitaria, le evidenze raccolte nel 2020 hanno infatti confermato la propensione delle organizzazioni criminali più competitive a consolidare ed espandere gli spazi di inserimento nel tessuto economico, reinvestendo nei circuiti legali i proventi delle attività illecite, sfruttando inefficienze e vulnerabilità gestionali a livello locale e sviluppando reti collusive e corruttive funzionali all’inquinamento dei processi decisionali pubblici.

Fattore cruciale di alimentazione della capacità pervasiva dei sodalizi, anche in termini di alterazione della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, resta la disponibilità di denaro assicurata dai traffici illeciti più remunerativi, rispetto ai quali hanno continuato a registrarsi cointeressenze tra diverse matrici maose. È il caso non solo del traffico di stupefacenti, ma anche del contrabbando internazionale di prodotti petroliferi, realizzato con il coinvolgimento di studi professionali e società di comodo, attestate in Italia e all’estero, e utilizzato anche a fini di riciclaggio. Altrettanto “ambivalente”, quale fonte di introiti e vettore di reinvestimento dei capitali, si è confermato, altresì, l’attivismo criminale nel settore dei giochi e delle scommesse, che coniuga l’infiltrazione nel gioco lecito, pure mediante pressione estorsiva sui concessionari, con la gestione di circuiti, anche online, del gioco clandestino .Seppure protagonisti non esclusivi nel panorama internazionale della criminalità economica, che comprende un ampio e diversificato novero di attori e matrici, i sodalizi mafiosi, grazie anche alle saldature con professionisti e im- renditori collusi, hanno ulteriormente afffinato le capacità di reinvestimento dei proventi illeciti, ma anche di occultamento e movimentazione dei capitali a fini di evasione ed elusione scale, attraverso sistemi articolati, operanti soprattutto nella dimensione virtuale e/o con sponde in Paesi nei quali risulti più debole il presidio antiriciclaggio. Si tratta di un contesto nel quale le opacità garantiscono margini di operatività non solo ad attori criminali, ma anche ad organizzazioni terroristiche e che – nonostante l’attivismo anche normativo dei principali consessi multilaterali – reclama ancora, a livello internazionale, la realizzazione di stabili ed efficaci meccanismi di collaborazione e di interscambio informativo. In quest’ottica è intervenuto a luglio, in ambito UE, il “Piano d’azione per una politica integrata dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del nanziamento del terrorismo”.

INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA NEL SETTORE DEI GIOCHI E DELLE SCOMMESSE

“Il settore dei giochi e delle scommesse ha da tempo attirato l’attenzione della criminalità organizzata, nazionale e straniera, interessata a strumentalizzarne le potenzialità a fini di arricchimento e riciclaggio, anche con il ricorso ad articolati schemi societari con ramificazioni all’estero. Le numerose operazioni di polizia realizzate nel corso del 2020 hanno confermato ricorrenza e varietà delle pratiche adottate dai gruppi criminali, tra le quali la manomissione delle apparecchiature di gioco, finalizzata alla trasmissione di informazioni non veritiere sui relativi flussi di denaro, in violazione della normativa fiscale, e la raccolta illegale delle scommesse – anche mediante lo schermo di agenzie regolarmente abilitate all’esercizio dell’attività e intestate a prestanome – i cui importi in denaro vengono convogliati su piattaforme con sede all’estero. Proprio al di fuori dei confini nazionali, infatti, trovano spesso dimora i server, i conti di gioco e le relative piattaforme digitali, circostanza che consente agli operatori criminali di eludere la tracciabilità dei flussi finanziari illegali, potendo beneficiare di ordinamenti legislativi meno rigorosi in materia di contrasto al riciclaggio e al crimine organizzato”.

Le matrici criminali straniere

“Il monitoraggio informativo non ha mancato di riguardare, altresì, le organizzazioni criminali di matrice etnica attive in territorio nazionale in un ampio novero di settori dell’illecito.

I sodalizi cinesi, inclini al compimento di reati ai danni dell’erario e al rein-vestimento di proventi illeciti nei circuiti legali, hanno continuato a mostrare una signicativa presenza nei settori della logistica e dei trasporti, della ristorazione etnica, del gioco e delle scommesse, nonché della ricezione alberghiera, quest’ul-tima con l’obiettivo di sfruttare, in prospettiva, le opportunità offerte dalla do-manda turistica proveniente dalla Cina in direzione del nostro Paese. Le organizzazioni criminali dell’Est Europa si sono evidenziate, tra l’altro, per operazioni di riciclaggio internazionale, con particolare predilezione per il settore del gioco. Trafco di sostanze stupefacenti, favoreggiamento dell’immi-grazione clandestina e furti in appartamento sono rimasti, inoltre, ambiti prioritari d’intervento per agguerriti sodalizi albanesi”. (foto di repertorio)