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(Jamma) – «Adottare tutte le misure possibili per contrastare questo fenomeno e investire nell’educazione della popolazione». E’ questo l’appello della Cisl Fano ai sindaci della provincia di Pesaro e Urbino. Il sindacato propone di incidere sulla tassazione (Tosap, Tari e Suolo Pubblico) di quei locali che adottano la politica delle slot machine per incrementare i guadagni.

«Si possono così investire i soldi ricavati della maggior tassazione di questi imprenditori – spiega il presidente Giovanni Giovanelli – in promozione di sani stili di vita». Un’altra idea è quella di introdurre il divieto di gioco in determinati orari o, come a Bergamo, di evitare di indicare sulle vetrine le vittorie avvenute all’interno della ricevitoria. Dal canto suo invece il comune di Fano ha recentemente previsto degli sgravi fiscali per quelle attività «no slot» che prevedono riduzione delle tariffe di Tari e ciclo idrico. Così come Fano anche Fossombrone e Terre Roveresche si stanno muovendo in questa direzione, mentre tutto tace dagli altri comuni.

«Confidiamo – ha concluso Giovanelli – in un’applicazione certosina della legge regionale da poco approvata, in realtà rivolta solo alle nuove aperture».

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