“La volontà da parte del Governo, già in questi giorni, è di prendere effettivamente sul serio quell’impegno scritto nel decreto-legge circa la possibilità di avere delle riaperture anticipate nell’eventualità in cui i dati epidemiologici, certificati ovviamente del comitato tecnico-scientifico, lo permettessero”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti al question time al Senato circa la riapertura delle attività.

“Stiamo facendo questo tipo di valutazione, che deve essere diversificata tra settori e operatori perché, come ha dimostrato l’accordo recentemente stipulato tra datori di lavoro e sindacati presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la campagna vaccinale è destinata a vedere il coinvolgimento delle imprese e vi sono inoltre dei settori cui va data una qualche certezza di orizzonte temporale. Faccio riferimento, su tutti, al settore fieristico, cui va data certezza in ordine allo svolgimento degli eventi, stante il rischio che la concorrenza internazionale ci porti via anche il know-how per poterli realizzare in futuro.

Per quanto riguarda il turismo, stiamo procedendo – e credo che il ministro Garavaglia avanzerà a breve una proposta – per l’introduzione del cosiddetto passaporto vaccinale affinché, così come hanno fatto altri Paesi in competizione all’Italia, anche il nostro Paese possa quest’estate essere attrattivo per il turismo, ad esempio proveniente dagli Stati Uniti. In questo momento, infatti, Grecia e Spagna fanno pubblicità negli Stati Uniti per attrarre turisti, cosa che invece l’Italia non può fare, ma che sarà in grado di realizzare con questo tipo di intervento.

Inoltre – diciamocelo pure – nell’ambito di alcune categorie artigianali (penso ai parrucchieri) il vietare l’esercizio pubblico e ufficiale delle attività, pur sotto protocollo, sta incentivando delle forme di abusivismo a livello domestico. Dico questo pubblicamente in quest’Aula perché nessuno ha il coraggio di farlo.

Pertanto, partendo da dati di realtà e da principi di sicurezza sanitaria, vi sono tutta la volontà e l’intenzione di dare certezze e non di creare ulteriori incertezze, come magari avvenuto nel recente passato”.