Far ripartire il gioco legale e riaprire le sale nelle regioni gialle.

È questa la richiesta della Uiltucs partita già da gennaio, per voce del responsabile nazionale del settore, Paolo Proietti, per superare l’eterna zona rossa totale, un ingiustificato lockdown, che vive il comparto.

Non vale per tutti, infatti, la scelta di Governo e Regioni di gestire questa pandemia adottando di volta in volta decisioni diversificate, introducendo le zone e i colori con regioni rosse, arancioni e gialle.

Perché il gioco legale, dai primi giorni di questa seconda ondata, è sempre stato e rimane in zona rossa.

Per quale motivo ciò che è consentito nelle regioni gialle, non vale per questo settore?

“Comprendiamo bene – spiega Proietti – il senso di adottare limitazioni via via più stringenti nelle varie zone d’Italia a seconda della diffusione del Covid-19, ma è incomprensibile la totale discriminazione del settore del gioco legale”.

La richiesta, per le sale bingo e le sale scommesse, si basa su buonsenso ed equità, per un settore che non chiede vie preferenziali, ma nemmeno penalizzazioni di questa portata; un settore che ha attuato e aggiornato protocolli di sicurezza tutelanti che contemplano serie misure di protezione dal contagio di Covid-19.

La parola spetta ora alle Amministrazioni e agli organi preposti “che – conclude la Uiltucs – non possono continuare a ignorare migliaia di lavoratori, né il fatto che il gioco legale contribuisce all’economia dell’intera nazione. Il peso che ha nell’economia è evidente: in questi mesi di stop, infatti, lo Stato ha registrato un buco di ben 5 miliardi di euro”.