La Regione Piemonte prova a fare chiarezza sulle norme in materia di attività di gioco legale e contrasto al gioco d’azzardo patologico dopo le recenti modifiche alla legge regionale.

Sul sito istituzione sono state pubblicate, o meglio, aggiornate le FAQ che dovrebbero chiarire come comportarsi al riguardo. Peccato che l’incertezza regni ancora sovrana. Leggendo i quesiti, ad esempio, è interessante quanto riportato in merito all’articolo 16 della legge.

ART. 16 – Nuove aperture di esercizi: sono consentite nuove aperture di esercizio nei bar?

“L’art. 16, l.r. 19/2021 consente nuove aperture di esercizio relativamente alle attività di cui all’art. 3, co. 1 lettere c), d) ed e) e l’installazione di apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, co. 6, R.D. 773/1931. Nell’ambito delle nuove aperture sembra siano incluse anche quelle dei bar, in quanto assimilabili ai punti per il gioco, di cui alla lettera e). Naturalmente tutte le nuove aperture saranno soggette ai limiti di distanza fissati a seconda della popolazione dei Comuni dai luoghi sensibili indicati nella norma”.

E’ alquanto singolare che si sia scelto di usare il condizionale. Cosa significa sembra? O i bar sono inclusi, o non lo sono.

Inoltre all’Art. 26 si legge: Iscrizione Elenco RIES – E’ assimilabile all’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli di cui al comma 2? La Regione ha così risposto: “Si osserva che l’iscrizione nell’elenco Ries di cui all’art 1, co.82, l. 220/2010 e s.m.i. non può essere considerata ‘autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli…’ ai sensi dell’art. 26, co. 2, l.r. 19/2021.

Secondo un’interpretazione condivisa con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nell’art. 26, co. 2 l.r. 19/2021, rientrano le autorizzazioni di cui all’art. 16, legge 22 dicembre 1957, n.1293 ‘Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio’, che sono considerate vere e proprie concessioni dall’art. 19 della legge 1293/1957.

Pertanto, seguendo tale interpretazione, rimarrebbero esclusi i bar privi di licenza di tabacchi o patentino“.

La Regione in seguito ha fatto chiarezza pubblicando altri dettagli.

Art. 26 – Interpretazione

L’art. 26, legge cit., contiene una norma finale che, in deroga alle disposizioni contenute sia nella precedente legge regionale di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo (l.r. 9/2016), sia nell’attuale legge regionale (l.r. 19/21), consente ad alcune tipologie di titolari di esercizi pubblici e commerciali che avevano dovuto dismettere gli apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, co. 6, R.D. 773/1931, in attuazione della l.r. 9/2016, di reinstallarli, purché presentino istanza entro il 31.12.2021. In tal caso, non essendo gli esercizi equiparati a nuove installazioni, non dovranno rispettare i limiti di distanza dai luoghi sensibili di cui all’art. 16, l.r. 19/21.

In particolare, il comma 1 dell’art. 26, consente ai titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse (così come definiti dall’art. 3, co. 1, lett. c) e d), l.r. 19/21), presso cui alla data del 19.5.2016 erano collocati apparecchi per i giochi leciti dismessi, ai sensi della l.r. 9/2016, di presentare istanza di reinstallazione al Comune/Questore competente, a seconda della diversa tipologia di apparecchi per il gioco, purché venga mantenuto un numero di apparecchi non superiore a quello già esistente alla data del 19 maggio 2016. Trascorsi 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, il privato potrà reinstallare gli apparecchi per il gioco, se nel termine non interviene un provvedimento esplicito di diniego del soggetto competente.

Il comma 2 dell’art. 26, consente anch’esso la reinstallazione degli apparecchi per il gioco, ma solo ai titolari di autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e monopoli, che presentino istanza al Comune/Questore competente, in relazione alla tipologia di gioco, fermo restando che il numero di apparecchi per il gioco reinstallabili non potrà essere superiore a quello individuato dall’art. 18 della legge regionale.

I titolari dell’ autorizzazione di cui all’art. 26, co. 2 della legge citata, secondo un’interpretazione condivisa con l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, sono coloro che esercitano la vendita dei generi di monopolio, di cui all’art. 16, legge 22 dicembre 1957, n.1293 “Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio”. Conseguentemente, i bar (privi di licenza tabacchi o patentino) parrebbero non essere legittimati a presentare istanza per la reinstallazione degli apparecchi per i giochi dismessi, ma potranno presentare istanza di nuova apertura di esercizio, ai sensi dell’art. 16, l.cit..

Per quanto concerne, la superficie calpestabile, limite cui rinvia l’art. 26, co. 2, l.r. 19/2021, si intende quella indicata nel modulo RIES, oggetto di presentazione all’Agenzia delle Dogane e monopoli da parte del privato. Si precisa, altresì, che per superficie calpestabile s’intende, secondo la nota riportata nel modulo Ries,

“…i metri quadri complessivi dell’esercizio, considerando che determinati locali non vanno considerati nel calcolo, ovvero magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi, fisicamente e permanentemente separati dall’area del punto di vendita”.

Rispetto al comma 3 dell’art. 26, si osserva che per quanto riguarda le sanzioni applicabili, il rinvio all’art. 23, co. 1, non opera nei confronti dei soggetti autorizzati alla reinstallazione degli apparecchi da gioco rispetto alle disposizioni contenute nell’art. 16, co. 2, l.r. 19/2021.

Infine, la disposizione contenuta nel comma 4 dell’art. 26 trova applicazione esclusivamente nei confronti delle nuove aperture e delle fattispecie ad esse assimilabili previste dall’art. 16, co. 4; infatti, solo ad esse è applicabile l’art. 16, co. 2, che stabilisce l’osservanza delle distanze dai luoghi sensibili per l’esercizio dell’attività da gioco.

Di seguito le altre FAQ:

Art. 4 – Disciplina corsi di formazione per esercenti e dipendenti: è possibile iscriversi ai corsi?

A seguito dell’abrogazione della legge regionale n. 9 del 2 maggio 2016 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” è da ritenersi disapplicata anche la D.G.R. n. 43-8654 del 29-3-2019 e s.m.i., con la quale erano stati istituiti i corsi di formazione per gli esercenti dell’attività da gioco mediante gli apparecchi, di cui all’art. 110, commi 6 del r.d. n. 773/1931.

Si rimane in attesa dell’approvazione con deliberazione della Giunta regionale dei nuovi corsi di formazione, secondo quanto stabilito dalla nuova legge regionale n. 19 del 15 luglio 2021.

Pertanto, si invita a non attivare nuove edizioni di corsi formativi, sia in presenza che a distanza, fino a che non sia stato approvato il provvedimento di cui sopra, così come previsto dalla normative vigente.

Art. 4 – Disciplina corsi di formazione per esercenti e dipendenti: il corso sarà obbligatorio per tutti gli esercenti e lavoratori dipendenti?

Il corso sarà obbligatorio per tutti gli esercenti e lavoratori dipendenti che gestiscono apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del r.d. n. 773/1931.

ART. 16 – Nuove aperture di esercizio – sale scommesse – luoghi sensibili: l’esercizio dell’attività di sala scommesse è tenuto a rispettare le distanze dai luoghi sensibili anche se non installa apparecchi da intrattenimento?

L’esercizio dell’attività di sala scommesse di cui all’art. 3, co. 1, lett. d), L.R. 19/2021 rientra nell’art. 16, co. 2, della legge citata che recita: “è interdetto l’esercizio delle attività di cui all’art. 3, co. 1, lettere c), d) ed e), nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco lecito di cui all’art. 110, co. 6, R.D. 773/1931, in locali che si trovano a una distanza, inferiore a trecento metri (…)”.

Pertanto le nuove aperture di esercizio per le sale da gioco, sale scommesse, punti per il gioco, nonché le installazioni di apparecchi per il gioco lecito di cui all’art. 110, co. 6, R.D. 773/1931, sono soggette ai limiti di distanziamento stabiliti dall’art. 16, L.R. 19/2021.

Art. 16 – Luoghi sensibili e istituti scolastici: i consorzi per la formazione professionale possono essere considerati “istituti scolastici”?

L’art. 16, co. 2 della legge individua gli istituti scolastici d’istruzione secondaria come luoghi sensibili e non menziona, a differenza della precedente legge sul gioco d’azzardo (l.r. 9/16), i centri di formazione professionale.

Se il Centro risultasse essere accreditato dalla Regione per il rilascio della qualifica di istruzione e formazione professionale valido per l’assolvimento dell’istruzione obbligatoria e di diploma, si tratterebbe in sostanza tratta di ente che eroga un’istruzione secondaria. e pertanto assimilabile agli istituti scolastici, ai fini della l.r. 19/2021.

Il d.lgs. 226/2005 qualifica come “Istituzioni formative” i Centri di formazione che rilasciano titoli del sistema di istruzione italiano (qualifiche triennali e diplomi professionali).

Tale interpretazione risulta coerente anche con la ratio della L.R. 19/2021, che è quella di tutelare le fasce più deboli della popolazione, cioè i minori e i giovani dalla facile disponibilità di macchine da gioco, vicine agli istituti e centri di erogazione del servizio di istruzione.

Art. 16 – Luoghi sensibili e istituti finanziari: gli istituti di credito non dotati di sportello bancomat sono da considerarsi “istituti finanziari”?

L’art. 16, co. 2, lett.c), l.r. 19/2021 considera luoghi sensibili “gli istituti di credito, sportelli ATM e servizi di trasferimento denaro”.

Peraltro, tale articolo estende i luoghi sensibili relativi ai servizi di raccolta, concessione di credito, trasferimento e prelievo di denaro, rispetto all’elenco contemplato nell’ art. 5, co. 1, lett. g) l.r. 9/2016, nel quale non erano contemplati i servizi di trasferimento denaro.

Art. 16 – Bancomat: è legittimo mantenere all’interno di sale bingo, sale da gioco o sale scommesse un apparecchio ATM (bancomat), che risultava già installato in virtù della l.r. 9/2016, abrogata dalla l.r. 19/2021?

Occorre chiarire preliminarmente, al fine di fornire una corretta risposta alla richiesta, se il titolare della sala da gioco, sala scommesse ha presentato, ai sensi dell’art. 26, l.r. 19/21, istanza per la reinstallazione degli apparecchi per il gioco, che avrebbero dovuto essere dismessi in attuazione della l.r. 9/2016, in quanto i locali non osservavano le distanze dai luoghi sensibili.

Infatti, l’art. 26, l.r. 19/2021 consente la reinstallazione degli apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, co. 6, rd 773/1931, dismessi in attuazione della l.r. 9/2016, previa istanza al Comune/Questura (da presentare entro il 31.12.2021) in relazione alla tipologica di giochi, in deroga ai limiti di distanziamento dai luoghi sensibili.

In mancanza di istanza di reinstallazione degli apparecchi per il gioco dismessi, l’esercizio dell’attività sarà considerato “Nuova apertura di esercizio”, ai sensi dell’art. 16, l.r. 19/21, anche qualora dovesse qualificarsi la fattispecie come “trasferimento dell’attività in altro locale”, in quanto il comma 4 dell’articolo, la equipara a nuova apertura. Pertanto, essendo l’apparecchio bancomat collocato ad una distanza inferiore a quella prevista dal comma 2 dell’art. 16, l’esercizio dell’attività è interdetto, al fine di non incorrere nell’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 23, l.r. 19/21.

Chiaramente, l’esercizio dell’attività potrà continuare nel caso in cui si provvedesse a disinstallare lo sportello bancomat.

Art. 18 – Nuove aperture e superficie calpestabile: è corretto escludere dalla possibilità di installare o reinstallare apparecchi per il gioco gli esercizi con superficie inferiore ai 25 mq?

Per quanto concerne l’interpretazione dell’art. 18 comma 1 lett. a) della L.R. n. 19/2021, si precisa quanto segue.

Dal combinato disposto dell’art. 18 comma 1 lett. a) e dell’art. 26 commi 1 e 2 della predetta legge regionale si evince, innanzitutto, che l’obbligo di rispettare i requisiti dimensionali previsti dalla legge si applicano tanto alle nuove aperture di esercizio, quanto alle reinstallazioni.

In base all’art. 18 comma 1 lett. a) della L.R. n. 19/2021 il requisito dimensionale è riferito all’intera superficie nella quale si svolge l’attività dell’esercizio, e non alla sola area destinata alla gestione e commercializzazione di giochi:

“Per le nuove aperture di esercizio dall’entrata in vigore della presente legge: a) non è consentita l’installazione e la presenza di apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, comma 6, del regio decreto 773/1931, negli esercizi di dimensione inferiore ai 25 metri quadri di superficie calpestabile aventi attività principale o secondaria diversa dalla gestione e commercializzazione di giochi, comunque denominati, che prevedono vincite in denaro; […]”

Si precisa che per superificie calpestabile s’intendono “i metri quadri complessivi dell’esercizio, considerando che determinati locali non vanno considerati nel calcolo, ovvero magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi, fisicamente e permanentemente separati dall’area del punto di vendita”.

Clicca qui per le schede informative correlate