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(Jamma) – “L’azzardo, vale la pena ricordarlo, è diventato una piaga sociale per le ampie conseguenze che ha portato in tutto il paese ma, nonostante questo, non riempie le pagine dei giornali e non è al centro dello sdegno di internet (che pare sempre trovare prede più fresche e facili su cui scatenarsi).

Per delineare queste conseguenze bastano pochi numeri: terza industria italiana per fatturato, 100 miliardi di fatturato (pari al 4% del Pil nazionale), 12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato del gioco d’azzardo europeo, 4.4% di quello mondiale. E ancora: 400.000 slot machines, 6181 locali e agenzie autorizzate, 15 milioni di giocatori abituali e il 50% di coloro che diventano patologici sono senza lavoro. Spendiamo tra i 5 e i 6 miliardi all’anno per curare i giocatori patologici, con una spesa maggiore di quanto lo Stato non ricavi dalle relative tasse. Ho fatto quindi alcune proposte nel tentativo di contribuire a risolvere il problema”.

Lo scrive nella sua pagina facebook la senatrice del Gruppo Misto che fa riferimento a Campo Progressista Alessandra Bencini che ha presentato un odg alla “manovrina”, accolto dall’esecutivo, per prevedere l’obbligo dell’uso della tessera sanitaria per tutti le tipologie di gioco.

“Ho proposto che il Governo introducesse un divieto del gioco, escludendo da tale divieto solo alcune forme minori quali il lotto (non quello istantaneo) o le scommesse sportive. Ho proposto di vietare la pubblicità del gioco in quanto, stando ai numeri e ai fatti, non è diverso dal pubblicizzare il tabacco (e lo abbiamo vietato). Ho infine proposto che si potesse accedere al gioco, in tutte le sue forme, solo attraverso la tessera sanitaria, in modo da rendere le operazioni tracciabili. Quest’ultimo impegno – evidenzia Bencini – è stato accolto in ordine del giorno, e spero dia i frutti desiderati. Nessuno, ovviamente, intende produrre un effetto Grande Fratello sul gioco d’azzardo: non si tratta di spiare ma di ottenere il polso della situazione, di farci un’idea sufficientemente chiara di cosa stia accadendo, come e a quale rapidità, in modo da poter intervenire adeguatamente. C’è molta strada da fare ma è comunque una piccola vittoria che, con un po’ di impegno, potrebbe trasformarsi in un deciso passo avanti per veder ridotti tutti quei numeri”.

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