fedeli
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(Jamma) – “Leggendo gli articoli a firma di Federica Fenaroli e pubblicate sul sito “Il cittadino – il quotidiano online di Monza e Brianza” pare che il proibizionismo verta nei confronti delle sole AWP o slot dei bar. Ignorando il fatto che tale restrizione non risolve il problema delle patologie legato al gioco ”.

Così l’Ing.Barbara Fedeli, presidente della delegazione Lombardia a vice presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Sapar (servizi pubbliche attrazioni ricreative, che raduna oltre 1700 aziende di gestione, produzione e costruzione di apparecchi da intrattenimento, commentando l’articolo “Gioco d’azzardo: da Monza a e Brianza 73 milioni in un anno di tasse volontarie”.

Prosegue quindi l’Ing. Fedeli: “Legalità, occupazione, responsabilità. Sono questi i principi su cui si fonda l’impegno e l’identità di SAPAR, l’Associazione Nazionale Servizi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, che rappresenta migliaia di aziende e lavoratori.

Da tempo ormai il comparto degli apparecchi da intrattenimento sta subendo in maniera sconsiderata, aumenti della tassazione sulle sole AWP o slot. Regolamenti regionali e comunali in materia di giochi emanati senza studi scientifici e senza numeri certi. La realizzazione di una o più piattaforme che evidenziano solo una parte dei dati, erroneamente elaborati sulla raccolta (la vera spesa del cittadino è data dal giocato meno le vincite) ma che di fatto fornisce uno spaccato parziale del settore, alimentando un fenomeno mediatico condotto in maniera strumentale per distruggere una sola parte della filiera. Le aziende di gestione AWP o slot dei bar (storicamente presenti nella zona) chiudono e aumenta il numero di disoccupati in Italia. Nello specifico si punta il dito solo e sempre contro le AWP o Slot dei bar dimenticando tutte le altre offerte di gioco e pur accennate dall’articolo”.

Il vicepresidente nazionale ricorda che “sul giornale on line è indicato che i giocatori patologici in cura all’ Asst di Monza nel 2017 sono 115, aumentati certo dagli anni precedenti. Ma rispetto ad altre dipendenze come alcol (circa 1600 secondo i dati forniti da “il Cittadino” dell’11 luglio 2015) e tabagismo, sono infinitamente inferiori. Sul sito Asst di Monza non ci sono aggiornamenti e pochissimi dati, cosa diversa come per l’ATS MILANO Città Metropolitana.

Dati quindi presi per buoni, ma se comunque calcoliamo i 107 pazienti in cura, paragonati alla popolazione di 123mila abitanti del Comune di Monza, parliamo di una percentuale inferiore allo 0,001%. E questi numeri sono simili a quelli nazionali forniti dal Ministero della Sanità, ovvero 13 mila in cura per problematiche legate al gioco patologico in tutta Italia. Per gli esperti, è errato chiamare questa malattia ludopatia, mentre si preferisce indicare il termine ‘gioco patologico’, che colpisce anche chi gioca ad altri giochi come l’online. Terreno ancor più pericoloso perché fruibile da casa, magari di nascosto dai propri familiari (e in questo caso non ci sono orari o divieti).

Tra le diverse forme di dipendenza che affliggono la specie umana oltre al gioco patologico c’è l’alcolismo, ad esempio. Per capirci e rendere l’idea è come se il settore della produzione vinicola italiana, fiore all’occhiello del Paese, fosse penalizzato e messo in ginocchio da interventi locali mirati a tutelare teoricamente la salute di 8,6 MILIONI di cittadini italiani a rischio dipendenza alcool di cui 800 mila giovani (dati ufficiali fonte: ‘Relazione del ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati’, trasmessa al Parlamento)… ma questo, si sa, non interessa e non fa notizia!

Nessuno, ad esempio, suggerisce distanze o orari restrittivi per la somministrazione di superalcolici e così vicino a una chiesa o a una scuola si possono bere grandi quantità di whisky ma non si dovrebbe poter giocare. Perché? Il problema è il prodotto o l’uso che ne viene fatto? Nei numeri viene indicato anche chi gioca senza essere malato”.

Continua quindi l’Ing. Fedeli: “Il proibizionismo nei confronti delle sole slot non risolverà il problema delle patologie legato al gioco, anzi, non farà altro che spostare il giocatore verso altre offerte, ricordiamo la situazione Regione Piemonte eliminate le sole slot i giocatori si sono spostati su altri giochi ,ed è aumentato il gioco irregolare.

Che non siano le slot il gioco preferito dagli italiani lo dimostrano ad esempio numerosi studi scientifici forniti dal progetto ESPAD®Italia 2016, condotto dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari del CNR IFC-CNR che ci dicono che i giochi più diffusi tra gli studenti maschi giocatori sono principalmente le scommesse su eventi sportivi (67% degli studenti), Gratta&Vinci (61%), Totocalcio e Totogol (42%). Tuttavia, sono piuttosto comuni anche il Bingo e la Tombola (35%), i giochi a carte in cui si puntano soldi (29,5%), e il Poker Texano (25%). Per il 2017 dati analoghi. In questo studio le AWP sono residuali.

Sulla stessa linea sono le affermazioni del Ministero della Salute (1° posto Gratta & Vinci/Lotto istantaneo, 2° posto Lotto/Superenalotto, 3° posto Scommesse sportive, 4° posto Poker Texano, 5° posto Altri giochi con le carte, 6° posto Bingo/Tombola, 7° posto Totocalcio/Totogol; 8° posto AWP/VLT, 9° posto Altri giochi (es. Roulette, Dadi), 10° posto Scommesse su altri eventi) nonostante l’evidenza dei dati, nonostante l’evidenza dei fatti, non vengono mai neanche sfiorate!!!!!

Se il gioco fa male, se dobbiamo tutelare i giocatori potenzialmente patologici, allora è necessaria una riforma equilibrata di tutto il settore, che non colpisca in maniera strumentale il solo settore delle slot o AWP, ma che riparta da un ragionamento che tuteli anche le aziende e l’occupazione, che si basi su un approccio culturale del gioco, per salvaguardare giocatori, gestori ed esercenti”.

L’analisi dei dati di queste piattaforme messe on line è un’esercizio piuttosto sterile: i prodotti di gioco sono differenti tra loro per velocità, ruolo del giocatore (presenza di abilità o pura alea) e finalità di gioco (semplice intrattenimento, o ricerca del risultato vincente che “cambia” la giornata … o la vita e non è il caso delle AWP o slot ). Anche i prodotti sono giocati differentemente per luoghi e territori.

Dal 1 maggio sono state ritirate il 34,9% delle AWP o Slot dei bar per il DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017,n. 50, quindi un ridimensionamento notevole, cosa che non ha toccato tutti gli altri giochi, anzi sono nate altre lotterie istantanee”.

“Forse è più facile colpire l’imprenditore, l’esercente e le famiglie di questo settore – conclude il vice presidente Fedeli – per evitare che i regolamenti possano essere impugnati, come l’ultimo caso del Comune di Brescia, dopo la bocciatura del TAR il Sindaco ha ritirato l’ordinanza sugli orari. Credo che sarebbe opportuno ragionare in maniera costruttiva, instaurando un tavolo di confronto con gli operatori del settore, gli esercenti e le loro associazioni, che potrebbero essere un valido aiuto nella redazione di norme eque ed equilibrate, che vadano nella direzione della reale tutela del giocatore e non solo della distruzione strumentale di un intero settore. Piuttosto che considerarci dei delinquenti, le amministrazioni e i media potrebbero essere molto più lungimiranti ed usare la nostra esperienza per fini socialmente utili”.

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