L’ad ospite nel podcast di Giulio Coraggio, “Diritto al Digitale”, dello studio legale DLA Piper

Vedere il gioco come forma di intrattenimento a 360°, pensare al gaming sostenibile sia dal punto di vista economico sia sociale, trovare soluzioni all’avanguardia, questi i temi trattati da Fabio Schiavolin (nella foto), ad Snaitech, nel podcast dell’avvocato Giulio Coraggio, “Diritto al Digitale”, dello studio legale DLA Piper. “Snaitech durante la pandemia ha resistito grazie alla capacità di innovazione e di resilienza che è da sempre nel suo Dna. Grazie a questo abbiamo potuto fare fronte al cambiamento e all’accelerazione dell’online che oggi rappresenta il 70% della nostra attività – ha dichiarato Schiavolin – siamo però sempre rimasti molto vicini alla rete fisica, anche attraverso nuove iniziative che puntano a un approccio phygital ossia far coincidere l’esperienza della scommessa nel punto fisico con quella online. A questo proposito credo che l’adozione della digital wallet thecnology, possa offrire ai nostri clienti un’esperienza di gioco più evoluta e di sicura, favorendo quell’approccio “omnichannel”, che permette di superare l’ormai anacronistica netta suddivisione tra digital e retail. Il digital wallet – ha proseguito Schiavolin – avvalendosi di soluzioni come le impronte digitali o il riconoscimento facciale sui dispositivi degli utenti riduce notevolmente i problemi legati all’utilizzo di contanti e delle carte fisiche, costante fonte di preoccupazione per molti operatori di gioco”.

“Gli ultimi eventi che si sono verificati sono stati catalizzatori di alcuni processi che erano già nell’aria e che sicuramente ci hanno messo a dura prova. Snaitech – ha chiarito Schiavolin – ha una rete estesa sul territorio con quasi 2mila punti vendita, con il lockdown abbiamo cercato di allargare i nostri orizzonti e abbiamo iniziato a lavorare maggiormente sui contenuti. Il gambling è ormai sempre più gaming. Il retail ha tenuto botta, alla riapertura dopo il secondo lockdown ci aspettavamo una mortalità dei punti vendita più alta. E’ evidente che questa grande discontinuità creata dalla pandemia ha dato un grande impulso allo sviluppo del digitale. Per un futuro del gaming sostenibile economicamente e socialmente dobbiamo pensare a un settore che sappia sopravvivere alle regolazioni e ad un restringimento della customer base”.

Sul divieto di pubblicità dei giochi l’ad di Snaitech ha spiegato: “Io sono per una concorrenza liberamente competitiva, la limitazione che abbiamo in Italia è oltremodo gravosa. Il risultato è sicuramente peggiore di quello che poteva essere l’intento iniziale del legislatore. Solo il mondo sportivo legato al calcio si dice che abbia perso oltre 100 milioni. La pubblicità ha perso più di 150 milioni. Tutto questo mondo che si sorprende oggi delle perdite, parlo delle società di Serie A e dei broadcaster, quando il governo ha iniziato a muoversi in questa direzione non hanno fatto molto“.

Nel podcast si è parlato anche della necessità della riforma legislativa del settore dei giochi, tema considerato di fondamentale importanza per Fabio Schiavolin“In Italia stiamo operando in osservanza di un dettato normativo ultraventennale a cui il legislatore ha negli anni apportato delle modifiche, non strutturali, che in alcuni casi hanno contribuito a creare sovrapposizioni e quindi caos – ha affermato l’ad di Snaitech -. Il legislatore è consapevole del necessario riordino complessivo del settore a cui si sta lavorando da oltre cinque anni (con tre diversi governi). Attualmente è in discussione una bozza di legge delega i cui tempi di approvazione sono, però, sconosciuti all’industria e al sistema degli stakeholders. A questo si aggiunge che alcune concessioni scadono in tempi brevissimi senza che l’intero comparto sappia se e come verranno rinnovate. Da tutto ciò, ovviamente, traggono vantaggio le organizzazioni criminali che, trovando spazi di manovra a margine della legalità, investono nel gioco illegale. Quindi tutti sono consapevoli che serve una regolamentazione definitiva, è necessario un percorso di cambiamento. La legge delega promessa da Freni (Mef) consiste in un programma di revisione completa del comparto. Per il retail il tema vero è l’armonizzazione della norma primaria nazionale con quello che poi avviene effettivamente nei territori locali. Anche sull’online c’è da intervenire. Oggi non è possibile non poter pensare in Italia ad un percorso omnichannel come avviene in tutti i Paesi del mondo, dove esiste un solo mandato di concessione o autorizzazione che viene poi declinato sul retail o sul digitale. Questo permetterebbe di superare tutta una serie di problematiche. Ora, intanto, è importante che vengano rinnovati i diritti per operare e poi servirà una gara che armonizzi tutto”.

Infine: “Quello delle cryptocurrency è un tema che necessita di una regolamentazione europea, solo dopo che questo sarà avvenuto ci sarà modo di sfruttare le valute digitali come strumento di pagamento per i nostri servizi. Guardiamo anche agli esport, un settore che va intercettato, perchè qui c’è una parte dei nostri consumatori del futuro. Stiamo poi lavorando sul metaverso, bisognerà capire quali piattaforme sopravviveranno e scegliere quelle giuste. Sicuramente è l’area in cui stiamo investendo di più in termini di ricerca“, ha concluso Schiavolin.

Articolo precedenteMalta, gli operatori del gioco online: “Bene rimozione da lista grigia GAFI, noi sempre contro riciclaggio e corruzione”
Articolo successivoSuperEnalotto e SuperStar: prorogato di altri 3 mesi il periodo di sperimentazione delle vincite immediate “WinBox 2” e “Seconda Chance”