“Meno il giocatore conosce le regole della finanza, più rischia di rivolgersi al canale illegale”. E’ quanto ha dichiarato Raffaele Oriani (nella foto), Referente scientifico del Progetto di ricerca sul settore del Gioco e Associate Dean, Luiss Business School, oggi in occasione della presentazione a Roma dei risultati della ricerca del settore del Gioco in Italia, svolta nell’ambito dell’Osservatorio sui mercati regolati di Luiss Business School. Il rapporto tra gioco legale e illegale, l’impatto sull’economia e le conseguenze sul mondo del lavoro di due anni di pandemia sono i temi al centro dell’incontro.

“Sembrano essere più esposti ai canali illegali i soggetti di classi meno abbienti e comunque soggetti più giovani. Se guardiamo invece all’offerta legale il reddito pro capite influenza la raccolta di gioco. Il gioco, dal punto di vista micro economico è un bene normale (fa parte del paniere di tutti), oltre che un bene necessario (visto e considerato come una attività di diversione). Più alta la spesa e minore e la raccolta, il prezzo più elevato ne riduce il consumo. Allo stesso modo la ricerca evidenzia che una maggiore capacità di spesa per le attività ricreative comporta un aumento della spesa per il gioco”, ha aggiunto Oriani.

“Nel 2020 – si legge nella ricerca – la percentuale di spesa pro capite è stata fortemente ridotta specialmente per gli apparecchi da intrattenimento. Per gli altri giochi la spesa ivece è stata costante, la spesa cioè che il singolo consumatore destina a questi tipi di gioco è sempre proporzionale a quella per le attività ricreative, anche in pandemia”.

“Noi in questo progetto non forniamo indicazioni di policy, ma riteniamo che tutti gli studi possano essere utili in una prospettiva decisionale. Bisogna insistere – ha concluso Oriani – sulla consapevolezza dell’illegalità, il gioco è un servizio normale, un modo di divertirsi, il cui utilizzo cresce con la crescita del reddito. Quando ci proponiamo di regolamentare il settore va fatto con la consapevolezza che è un servizio diffuso e con approccio di diversione e divertimento”.

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