“Penso che in Italia serva una riforma complessiva del settore del gioco. Non si può continuare a pensare da una parte di ridurre domanda e offerta i gioco, come sarebbe giusto, quindi avere meno macchinette nei bar, meno sale scommesse, zero pubblicità, e dall’altra parte aumentare le attese di entrate per lo Stato da tasse sul gioco.
Si può ridurre e si deve domanda e offerta di gioco ma non si può pensare di farlo e, contemporaneamente, ogni anno aumentare le attese di entrate per lo Stato da questo settore. Quest’anno, ad esempio, si prevede un miliardo in più di entrate derivate dai giochi. Se vogliamo diminuire domanda e offerta di gioco, dobbiamo prevedere che anche i soldi che entreranno nelle casse dello Stato saranno meno. In questa manovra c’è un punto: si continua ad aumentare il PREU (cioè la tassa sulle macchinette nelle sale giochi e nei bar e anche in questo campo ci sono lavoratori che rischiano il posto) ma si introduce anche la tassazione delle vincite su giochi su cui in precedenza non c’era nessuna tassa. La tassazione, quindi, si distribuisce un po’. Al momento abbiamo aumentato le tasse e abbiamo diminuito di altre 100mila unità le macchinette nei bar (e di questo sono contento) ma è evidente che le due cose non stanno insieme: il problema sta a monte; si deve fare una riforma per diminuire domanda e offerta di gioco”.
Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato, intervenendo in Tv a La7.