“Il lockdown pandemico ci ha consentito di intuire meglio la dimensione del gioco illegale. Parliamo di cifre di 10-15, forse 20 miliardi di euro. E’ di tutta evidenzia che in un paese dove c’è la regolamentazione e una autorità di vigilanza sul gioco proprio per garantire che sia gioco pubblico monitorato e controllato da una agenzia, questa situazione sia inaccettabile. L’Agenzia delle Dogane dei Monopoli ha attivato i poteri del Co.Pre.Gi nel 2020, il Comitato per la repressione e il contrasto del gioco illegale, attraverso il quale sono stati svolti interventi in tutto il territorio nazionale, in più di 50 province, intervenendo e trovando più di 200 sale dove si svolgeva gioco illegale. E sono state elevate sanzioni per quasi un milione di euro. Questo è l’unico modo, a mio avviso, per dare un segnale forte di ripristino delle regole che è la base per quel ridisegno del settore del gioco pubblico che dopo ormai alcuni lustri richiede obiettivamente un intervento di modernizzazione. La chiusura del gioco pubblico, oltre ad evidenziare in maniera dirompente la presenza di infiltrazioni criminali, evidenzia anche le difficoltà di una filiera produttiva che mantiene famiglie e imprese. Da questo punto di vista gli interventi non devono discriminare l’oggetto del lavoro e dell’investimento del capitale perché questo sarebbe un errore nel momento in cui è stato deciso che esiste un gioco regolamentato e vigilato. Così come è giusto che l’interazione tra il sistema finanziario bancario e il sistema del gioco pubblico, che ricordo è in regime di concessione, rifletta principi certamente di prudenza, ma mai di discriminazione. Su questi aspetti Adm sarà presente e interverrà nelle modalità consentite dalla legge”.

E’ quanto ha detto il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna intervenendo al convegno “DIRITTO&SPORT: la riforma dell’ordinamento sportivo”, in onda sul canale Class CNBC.