“Durante la pandemia l’Agenzia è risuscita a contrastare l’offerta di gioco illegale attraverso il COPREGI dopo che, anche attraverso il contributo del Capo della Polizia Franco Gabrielli, è stato possibile stipulare un protocollo di regolamentazione che ci ha permesso di chiudere oltre 200 sale gioco illegali con multe per diversi milioni di euro. L’Italia era chiusa, ma le attività illegali non si sono fermate nemmeno in pieno lockdown. La lotta e il contrasto a questa offerta legalmente vestita ha potuto così produrre degli effetti.

La nostra idea è un riordino che corregga una stratificazione normativa che ad oggi impedisce anche la riassegnazione di almeno l’80% dei punti di gioco. Una non-soluzione porta solo ad un incredibile contenzioso amministrativo, spesso con soccombenza dell’ADM. E questo non perchè l’Agenzia non sia in grado di intervenire, ma perchè ci sono moltissime questioni legislative, alcune irrisolte. In questa logica l’Agenzia ha ritenuto di confrontarsi con l’industria, una industria che porta 10 miliardi di euro di entrate. E’ necessario ormai pensare ad un Testo Unico sul gioco, per risolvere una situazione normativa che va corretta. Nella nostra proposta c’è l’idea di far partecipare Regioni e Comuni al gettito erariale, tutti i soggetti devono partecipare alla legalità del settore, alla tutela dei minori e al contrasto della ludopatia”.

E’ quanto ha dichiarato Marcello Minenna (nella foto), Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.