“E’ stato un anno difficile per il settore. Vorrei sgomberare il campo dalla speculazione, altrimenti non si riesce ad affrontare in maniera tecnica il complesso di situazioni che caratterizzano il mondo del gioco pubblico. Questo esiste, è regolato e laddove ci sono delle irregolarità vengono elevate sanzioni, anche milionarie, che servono per riportare a condotte giuste l’operatività di chi è presente nel comparto”.

Lo ha detto il direttore generale dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, Marcello Minenna (nella foto), intervenendo all’evento organizzato da Formiche dal titolo “Il gioco buono. Il punto di vista degli enti locali”.

“Durante i lockdown e la pandemia ci sono poche certezze, una di queste è che con la chiusura delle attività legali una parte del gioco si è trasferita nell’online e un’altra, purtroppo, nell’illegale, portandosi dietro la criminalità organizzata e il riciclaggio. L’algoritmica del gioco pubblico è vigilata, ci sono delle regole definite e codificate. Nel mondo non regolato questo invece non esiste. Gli interventi svolti in questi due anni dal Copregi, che l’Agenzia ha rilanciato con tutte le forze di polizia, hanno mostrato la gravità e l’impatto negativo sul territorio che ha il gioco illegale. Ecco perchè l’Agenzia, in attesa del riordino del gioco pubblico, ha introdotto l’app ‘gioco legale’, ossia per consentire a chi ha già deciso di giocare di capire se si sta rivolgendo a un’attività che è legale. Se siamo veramente preoccupati della ludopatia l’Agenzia dal punto di vista tecnologico è all’avanguardia e si può fare qualsiasi implementazione nei limiti della privacy per poter avere un’interazione con il giocatore e verificare con algoritmi eventuali criticità. Spesso prevale un atteggiamento con cui si portano avanti i problemi senza affrontarli, dimenticando però che in un’epoca di digitalizzazione questo vuol dire rendere inefficace qualsiasi forma di regolamentazione e spianare la strada alla criminalità organizzata, che con i lockdown e la chiusura del gioco fisico si è sicuramente arricchita. Se non definiamo un recinto di norme chiare e uniformi sarà veramente difficile riuscire a vigilare e garantire interventi efficaci. La patologia è presente anche dove il gioco è regolato, ma in quei casi si può intervenire, nell’illegale è come tentare di fermare il vento con le mani” ha concluso Minenna.