“E’ il terzo settore per introiti nelle casse pubbliche, ma è proprio quello dimenticato dallo Stato e dalla Regione Puglia dall’inizio dell’emergenza Coronavirus: il governo nazionale non ha previsto né i 600 euro per i titolari né la cassa integrazione per i dipendenti delle sale del gioco legale. Non solo: anche la Regione Puglia ha incomprensibilmente escluso tali esercizi dalla possibilità di accedere al microprestito straordinario. Una situazione paradossale, se si considera che sono gestite su concessione dei Monopoli di Stato.

Sono state le ultime attività ad essere riaperte e sono le uniche per le quali governo e Regione non hanno previsto alcuna forma di sostegno per la chiusura obbligata per il Covid-19, nonostante perdite di fatturato dal 50 al 70%. Eppure, parliamo di migliaia di imprese e migliaia di posti di lavoro, con altrettante famiglie che non hanno ricevuto nemmeno un euro durante il lockdown. Ho incontrato i rappresentanti della categoria, tra cui anche quelli di Andria, raccogliendo l’amarezza di chi garantisce la legalità nel settore e pertanto contiene e contrasta il fenomeno del gioco illegale anche nella nostra città“.

Lo dice in una nota il candidato sindaco di Andria, Nino Marmo (nella foto).