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(Jamma) L’apertura al mercato legale non può rappresentare una forma di contrasto al mercato illegale, anzi, semmai lo alimenta. Questa affermazione è stata più volte ribadita da politici e rappresentanti delle istituzioni, anche recentemente, per sostenere la messa al bando, soprattutto, delle slot. Una posizione sopportata da dati e fatti riferibili alle attività della criminalità nel nostro Paese.Ma è veramente così? A smentire questa affermazione basterebbe ricordare che fino al 2000, e comunque prima della legalizzazione degli apparecchi a vincita limitata, sul territorio nazionale si stimavano almeno 700.000 apparecchi da gioco non regolamentati, ovverode-regolamentati. Parte dei quali, ma non tutti , gestiti dalla criminalità.

Certo è che in alcuni Paesi europei, la illegalità e l’infiltrazione delal criminalità sul mercato dei giochi, è stata contrastata, cn successo, proprio attraverso un mercato regolamentato.

Gli ultimi dati, concreti, vengono da uno dei mercati delle slot di più antica tradizione, quello spagnolo.

La Spagna e le slot a vincita limitata

Nel 1936 scoppia la guerra civile in Spagna e, con la vittoria del partito nazionale e l’ascesa al potere del generale Franco, fu bandito il gioco d’azzardo. erano consentiti solo la lotteria della ONCE (gestita da una organizzazione che si occupa di ipovedenti) , la Lotteria Nazionale, le scommesse sui cavalli e le scommesse sul calcio. Il resto dei giochi d’azzardo era proibito e perseguiti penalmente perché, per il morale del tempo, il gioco generava il vizio.

Non è stato fino al 1977, una volta caduta la dittatura in Spagna, quando il governo ha deciso di legalizzare il gioco d’azzardo. Ma le slot a vincita limitata vengono legalizzate solo nel  1981, anni dopo l’instaurazione della democrazia. È in questo momento che viene chiamata la “seconda rivoluzione del gioco” in Spagna.La collocazione degli apparecchi viene consentita non solo in sale specializzate e nei casinò, ma anche negli esercizi pubblici come caffetterie e bar, tanto che in pochi anni le slot machine sono diventate il gioco d’azzardo più popolare in Spagna.

Quasi ‘quaranta anni’ di storia e qual è oggi la situazione del mercato spagnolo e ‘la contiguità’ con la criminalità e il fenomeno della manomissione?

Comimciamo con il dire che in Spagna risultano installate 200.000 slot a vioncita limita, per una spesa complessiva pari a 5,2 miliardi di euro l’anno. La raccolta complessiva invece, ovvero il giocato e quindi comprese le vincite, ammonta a 9,6 miliardi, ultimo dato disponibile riferito al 2016. L’Andalusia è la seconda regione autonoma per spesa alle slot (dopo Madrid), ovvero 1.420.938.484 euro l’anno, per un totale di 29.300 slot installate. E proprio la capillarità dell’offerta giustifica un numero molto alto di controlli. In questi giorni la Polizia andaluso ha diffuso i dati sui controlli effettuati. Attualmente meno dell’1% dei dispositivi di questo tipo presentano qualche tipo di irregolarità. Irregolarità che non si riferiscono alla sola manomissione. Quando l’unità di polizia ha iniziato il suo lavoro, il 60% delle slot risultava irregolare. Nel 2017 gli agenti di questa unità hanno sequestrato 43 apparecchi , ne hanno sigillati altri 29 e distrutte 88, dopo aver effettuato 2.908 ispezioni. Altre 20 macchine ricreative hanno presentato un qualche tipo di irregolarità, “anche se a volte i proprietari di sono convinti di avere tutte le carte in regola”.

Come spiegano il Ministero della Giustizia e dell’Interno, da cui dipende l’unità di polizia nazionale assegnata al controllo del mercato dei giochi, “i locali e le persone che gestiscono  le attività illegali danneggiano le imprese che rispettano le regole e comportano un danno al tesoro pubblico, dal momento che non pagano le tasse. Questo è il motivo per cui gli agenti non agiscono contro i giocatori, ma contro gli organizzatori delle attività fraudolente. Nel 2017, 18 persone sono state assicurate alla giustizia per ragioni legate al gioco d’azzardo illegale.

Ben diversa la situazione delle lotteria dove, a quanto pare, l’illegalità è molto più diffusa. I tagliandi illegali sono molto simili a quelli della ONCE. Usano anche la lotteria quotidiana per distribuire i premi che vengono pagati ai vincitori, ma non hanno tutte le garanzie dei sorteggi delel lotterie statale. “Non sono una  forma di truffa, ma sono lotterie irregolari”, spiega Antonio Burgos, ispettore capo dell’unità di polizia nazionale della Junta de Andalucía. Si riferisce ai 779,267 biglietti senza autorizzazione amministrativa che questa sezione della polizia ha sequestrato solo lo scorso anno. E’ più che doppio rispetto a quelli sequestrati l’anno precedente, il che fa delle lotterie il settore a più indice di illegalità.

“I venditori sono spesso vicino agli ingressi degli ospedali e in altre aree molto frequentate “Dicono che vogliono ottenere l’autorizzazione statale, ma nel frattempo non registrano i loro venditori o pagano il Tesoro”, spiega la polizia menzionando addirittura il nome delel lotteie che in alcuni casi hanno una distribuzione localizzata in particolari province.mc

 

 

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