“La destra in Regione ha un solo chiodo fisso: riempire il Piemonte di slot machine. Dopo aver fallito il blitz con la proposta di legge a prima firma Leone (Lega) il cui obiettivo era cancellare la miglior legge d’Italia contro l’azzardopatia, la Lega ci riprova. Questa volta passando dalla Giunta. Le slot potranno ricomparire, stando a quanto proposto, vicino a luoghi sensibili come scuole, chiese e ospedali perché chi ha dismesso gli apparecchi in forza della legge 9/2016 potrà reinstallarli senza che ciò venga considerata una nuova apertura”. Così in una nota il consigliere regionale del M4O in Piemonte, Giorgio Bertola (nella foto).

“Ma la presunta retroattività della 9/2016 è una menzogna, una bieca distorsione ad uso e consumo della propaganda leghista. La proposta della Giunta impone invece una vera retroattività ricostruendo la situazione ante 9/2016; cosa peraltro illecita, perché nel frattempo nuove norme nazionali hanno ridotto il numero massimo di apparecchi sul territorio.

Vale ancora una volta ribadire che a distanza di tre anni dall’entrata in vigore della legge 9 del 2016, il gioco d’azzardo in Piemonte è calato del 9,7% (a fronte di un aumento del 1,6% nel resto d’Italia), le perdite dei cittadini sono diminuite del 17,8% e i due terzi delle somme non giocate nel 2018 non sono state reinvestite in altri giochi. Tutelando la salute dei piemontesi più fragili abbiamo risparmiato ben 2 miliardi di euro! E ora la Lega, pressata dalle lobby, torna alla carica per completare il lavoro che non è riuscito in Consiglio. Noi non arretreremo neanche di un centimetro. Sarà opposizione durissima per salvaguardare salute e portafoglio dei piemontesi”.

«La sanatoria è uno schiaffo a chi si è adeguato alla legge, il riparti slot è dannoso per la salute pubblica», commenta il capogruppo di Liberi uguali verdi, Marco Grimaldi: «Bar e tabaccherie che avevano dismesso gli apparecchi potranno rimetterli, il Riparti slot riporterà macchinette ad ogni angolo della strada in più, la giunta consentirà alle sale slot che non si sono adeguate alla legge di godere fra 20 giorni non solo di una sanatoria, ma di diventare addirittura dei monopolisti e potranno cedere la propria concessione a nuovi imprenditori: una compravendita sulla pelle dei più fragili. È un disegno di legge dannoso e pericoloso che annulla completamente una legge invece utile ed efficace, dando ai Comuni disposizioni senza alcun impatto, lasciando decidere ai sindaci gli interventi di tutela per i soggetti fragili, introducendo un divieto ai minori già presente nella normativa nazionale e abolendo di fatto i distanziometri. Uno schiaffo a chi si è adeguato alla legge e una sanatoria ex post per tutti quelli che colpevolmente non lo hanno fatto».