Per il momento sono solo ipotesi, ma se confermate le misure contenute in un Libro Bianco sul settore dei giochi pubblici – che dovrebbe essere pubblicato a breve – potrebbero avere effetti importanti sul comparto.

In queste settimane si sprecano le anticipazioni della stampa nazionale sui contenuti del paper. Il Times ha affermato che la prevista revisione della legislazione sul gioco d’azzardo era stata “annacquata” e che il governo avrebbe abbandonato i piani per il divieto della sponsorizzazione del gioco d’azzardo nello sport e l’introduzione di una tassa obbligatoria per finanziare il trattamento e la prevenzione dei danni da gioco d’azzardo. Lo stesso giornale ha ora riferito che altre misure sono invece confermate.

Il primo ministro inglese, Boris Johnson (nella foto), sarebbe infatti intenzionato a mantenere la sua promessa delle elezioni del 2019 di frenare il settore del gioco d’azzardo online, introducendo “puntate massime comprese tra £ 2 e £ 5 per i casinò online e un divieto di freebet”.

In questi giorni il Betting and Gaming Council (BGC) ha attaccato le richieste di divieto delle scommesse gratuite, citando una nuova ricerca secondo la quale questa porterebbe “quasi un terzo degli scommettitori” verso il mercato nero e “milioni di entrate in meno dalle corse di cavalli”.

La ricerca commissionata a YouGov mostra che il 69% dei giocatori ritiene che le scommesse gratuite dovrebbero essere consentite e il 63% vede le promozioni come una parte preziosa del gioco. La cosa più preoccupante è che quasi uno scommettitore su tre (28%) ha affermato che avrebbe preso in considerazione la possibilità di scommettere sul mercato nero se le promozioni fossero state vietate sul mercato regolamentato.

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