“Siamo stati presi in giro. La giunta regionale dell’Emilia Romagna non ha dimostrato attenzione ai nostri problemi”

Il giudizio degli operatori del gioco legale che oggi manifestano davanti alla sede della Regione Emilia Romagna contro la norma che segnerà, a partire dal prossimo 31 dicembre, la fine del comparto, non lascia spazio a interpretazioni.

Nella giornata di ieri si è tenuto l’ennesimo incontro tra una rappresentanza dei manifestanti e membri della Giunta Regionale allo scopo di trovare una soluzione rispetto a quella che sarà l’esito della norma regionale che mette fuori legge centinaia di punti gioco legale a partire dal prossimo 1 gennaio per applicazione delle distanze minime dai luoghi sensibili.

“Abbiamo cercato per l’ennesima volta di proporre una proroga rispetto alla scadenza prevista”, ci spiega uno dei partecipanti all’incontro con la giunta. “Ci siamo trovati di fronte persone arroganti, per nulla disponibili. Ora abbiamo la certezza che questa giunta aveva la precisa intenzione di trascinare la questione fino a che fosse, tecnicamente, impossibile intervenire”. Quella di oggi infatti sarà l’ultima riunione del Consiglio Regionale prima delle prossime elezioni. I manifestanti hanno tentato di intervenire sulla Assemblea con un ordine del giorno che impegnasse il consiglio a valutare una proroga a tutela delle moltissime imprese che operano in Emilia Romagna. Si parla infatti di almeno 14.000 addetti che perderebbero il lavoro.

Nel pomeriggio l’Ufficio legale della Regione ha fatto sapere al primo firmatario dell’iniziativa, il Consigliere Michele Facci, che “nell’Aula dell’Assemblea, i, 3 dicembre, non sono previste né risoluzioni né ordini del giorno”.

A quanto pare la decisione è legata al fatto che “il Consiglio sta approvando la legge di Bilancio in via straordinaria ma è già di fatto decaduto”, quindi non può assumere decisioni politiche, ma solo di carattere “tecnico”.

Da qui la decisione di chiedere un incontro urgente con la Giunta regionale. Un incontro caratterizzato da toni tutt’altro che sereni, anche a causa dell’atteggiamento assunto dai rappresentanti della Giunta Bonaccini tutt’altro che conciliante.