“Quella che il mondo del gioco avanza è una necessità strutturale, un diritto. Il gioco è un settore ad altissimo impatto di gettito, uno dei settori con il maggiore impatto. Anche nei settori del gioco dove non c’è un impatto di gettito alto c’è comunque un impatto alto dal punto di vista occupazionale. E’ un comparto che deve avere una regolamentazione omogenea, stabile, affidabile. Il settore dovrebbe avere una regolamentazione in grado di consentire standard normativi alti, invece abbiamo una regolamentazione pessima, che non garantisce a nessuno di poter operare come un paese civile vorrebbe che si operasse. Se qualcosa devo fare è quello di provare a garantire una regolamentazione, è non stiamo parlando di qualcosa di difficile, non è un comparto nuovo, sappiamo come regolarlo, dobbiamo volerlo fare e l’impegno è a farlo, non abbiamo anni per avere una regolamentazione, non possiamo continuare a dare proroghe annuali, perchè queste generano incertezza, non consentono alle imprese di pianificare”.

Lo ha detto Federico Freni (nella foto), Sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, intervenendo a Roma all’evento “Gioco pubblico, legalità e tutela dei consumatori”, organizzato da Lottomatica.

“E’ dal 2016 che andiamo avanti così, garantendo il gettito ma non il riordino. Stavolta si devono garantire proroghe ma questo va fatto in un’ottica di riordino. Il settore deve poter finalmente andare alla pari con il resto d’Europa. La nostra regolamentazione sfrutta strumenti di gestione che sono tra i migliori del mondo. Non possiamo consenitire che l’illegalità prosperi ancora, il legislatore ad oggi ha fatto poco o nulla. Penso che l’unico modo per stroncare il cancro dell’illegalità sia quello di garantire un sistema del gioco omogeneo, stabile e affidabile, non stiamo parlando di scalare l’Everest, non partiamo da zero. Non posso accettare che ci sia un settore che non trovi cittadinanza nel nostro ordinamento, oltretutto un settore così importante. E’ ovvio che ci siano settori come quello dell’online che abbiano prosperato di pià con la pandemia, così come quelli illegali online. Ora abbiamo constatato questa realtà, dobbiamo agire. Ci sono i problemi sul gioco ma questo non vuol dire chiudere il gioco, vuol dire doverlo regolare. Non cadiamo nella trappola di chi vuole chiudere tutto, rispettiamo la legge con una legge adeguata. Dal 1° gennaio ci sarà una norma per il whistleblowing anche nel settore dei giochi”.