“Il Mef non potrebbe andare a dormire la notte sapendo che lo Stato lascia scoperto il cittadino a vantaggio delle entrate erariali, prima c’è il cittadino e poi le entrate. Questo deve essere chiaro e vale anche nel settore del gioco. Il gioco sano non esiste? Mi permetto di avere delle riserve, sono concessioni dello Stato, esistono delle gravi distorsioni e a quelle bisogna fare fronte. L’accordo in Conferenza Stato-Regioni del 2017 deve essere il punto di partenza, deve esserci la libertà del Comune, della Provincia e della Regione di tutelare i cittadini dal disturbo da gioco d’azzardo, tuttavia lo Stato deve comunque garantire una omogeneità della normativa a livello nazionale. Serve una cornice più stabile di quella attuale. Bisogna far uscire il gioco dal limbo dell’incertezza? Sono d’accordo”.

Lo ha detto il sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Federico Freni (nella foto), rispondendo alle domande dei vari senatori che hanno presenziato alla sua audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.

“E’ pacifico che il gioco è un settore ad alto impatto di gettito, ma anche le tipologie di gioco che non hanno un impatto di gettito alto, come ad esempio il bingo, possono avere però un impatto occupazionale molto alto. Quindi al momento stiamo studiando di consentire a questi settori delle proroghe non onerose, per consentire la compensazione del periodo di chiusura. I concessionari del bingo ad esempio hanno pagato il canone concessorio nonostante fossero chiusi. Quindi ci dovrà essere certamente una compensazione. Saranno difficili compensazioni sul Preu, ma certamente nel riassetto e nel sistema proroghe si terrà in considerazione che alcune attività, come il bingo, sono state chiuse e hanno subito un danno diverso rispetto ad altre.

I dati sul gioco illegale? Un rapporto della Luiss mette in luce come il gioco illegale sia tendenzialmente in aumento. In Italia l’incidenza del gioco illegale è comunque la più bassa in Europa. Noi abbiamo un sistema che tutta l’Europa ci invidia. Il nostro sistema lo vogliamo anche potenziare. Per me è gioco illegale anche chi non paga le tasse in Italia. Oggi le concessioni online costano troppo poco. Chiunque non rispetta tutte le regole che ci sono fa gioco illegale. Sono convinto che risolvendo alla radice l’illegalità contribuiremo a limare in modo sostanziale tutti i disturbi che derivano dal gioco.

I tempi delle proroghe? Probabilmente saranno annuali o biennali, arriveranno entro il 31 dicembre. Sul divieto di pubblicità non mi esprimo. Senza ombra di dubbio coinvolgeremo gli operatori nella lotta al disturbo da gioco d’azzardo. Anche loro saranno chiamati a dare il loro contributo. E’ ovvio che ci sono settori dove l’incidenza della ludopatia è minimo, penso al bingo, mentre altri come l’online sono più esposti. Ognuno sarà comunque chiamato a dare il proprio contributo. Punteremo a ristorare chi è stato chiuso. I tempi delle gare? Io auspicherei che siano brevi. La fase regolatoria auspicherei che si possa chiudere nel primo semestre 2022 e le gare bandite tranquillamente entro il 2022. Poi bandire una gara è un conto, aggiudicarla è un’altra cosa. Questo dovrebbe essere il timing. Lo Stato non asseconda il gioco illegale, lo combatte”.