“Il comparto del gioco soffre un immotivato stigma. In Parlamento abbiamo dovuto combattere perché un settore tornasse nell’illegalità solo perché non si volevano prorogare alcune concessioni. Abbiamo proposto una norma che portava gettito allo Stato. Abbiamo dovuto spiegare che il gioco illegale fa male, e non il gioco in assoluto”. E’ quanto dichiarato da Federico Freni (nella foto), sottosegretario al Mef con delega ai giochi, nel corso della presentazione del primo numero dell’Osservatorio permanente Censis-Lottomatica sul gioco legale in Italia.

“Vengo da una cultura pragmatica che mi porta a dire: se il settore va migliorato, perché non farlo? Ho scritto al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, una lettera in cui chiedo a tutti i governatori di soprassedere su leggi proibizioniste. Quando approderà in Parlamento una legge unitaria e omogenea a livello nazionale? Noi possiamo solo proporla, spetta al Parlamento approvarla”, ha aggiunto Freni.

“Il tema della pubblicità è un tema spinoso. Il gioco online, secondo il CENSIS, ha raddoppiato la sua portata, anche in termini di giocatori e servizi offerti. Se ci approcciamo ignorando i cambiamenti è evidente che stiamo sbagliando. Il tema della pubblicità non può essere un tabu’. Il compito del legislatore è regolare proibire non serve a molto. Dobbiamo tutelare il cittadino e lo Stato dall’illegalità e per farlo dobbiamo regolare. Se continuiamo a mettere la testa sotto la sabbia la situazione può solo peggiorare”, ha concluso il sottosegretario al Mef.

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