Se la riapertura delle attività di giochi e scommesse non sembra essere ancora un punto in agenda del governo, al contrario lo è la vaccinazione dei quasi 29.000 lavoratori del settore (che da oltre sette mesi non percepiscono una retribuzione ‘piena’).

Secondo quanto stabilito in un documento tecnico relativo alle vaccinazioni anti-COVID approvato dall’Inail e dal Ministero del Lavoro quello dei giochi e delle scommesse è un settore con rischio prioritario.

Da qui l’inclusione tra i settori per cui si chiede l’avvio di un programma di vaccinazione in azienda in cui sono compesi oltre sei milioni di lavoratori.

Ne giorni scorsi l’INAIL ha pubblicato la documentazione che fornisce indicazioni operative per la somministrazione dei vaccini anti-Covid in azienda sciogliendo così alcuni dubbi emersi nelle ultime settimane.

Il documento a cui si fa riferimento conferma ancora una volta come a distanza di un anno dalla messa a punto del documento che definiva le attività in base alla classe di rischio contagio (per tipologia di mansioni e per rischio assembramento) giochi e scommesse continuano ad essere inclusi in ‘zona rossa’, alla stessa stregua di attività sanitarie e assistenziali o servizi per la persona.